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Brescia
di PIERGIORGIO AMOROSO 24 set 2026 10:47

Dio ti ama così come sei

Le parrocchie di Brescia continuano a fare molto. Si celebrano Messe, si preparano liturgie con cura, si organizzano incontri, si amministrano sacramenti, si tengono in piedi strutture che richiedono energie sempre maggiori. Eppure c’è qualche conto che non torna. I giovani, in molte comunità, sono diventati una presenza occasionale. Gli anziani aumentano e non pochi conoscono una solitudine che nessun calendario pastorale riesce facilmente a raggiungere. Molti adulti hanno smesso da tempo di frequentare la Chiesa senza neppure sentire il bisogno di dichiararsi contrari ad essa: vivono come se non esistesse. E i sacerdoti? Anche loro, qualche volta, sembrano stanchi. Parrocchie accorpate, burocrazia, amministrazione, riunioni, problemi economici, scadenze. Messe da celebrare una dopo l’altra, con il rischio — Dio non voglia — che persino ciò che è più santo finisca qualche volta per assomigliare a qualcosa che bisogna semplicemente riuscire a fare entro sera. Naturalmente le celebrazioni possono essere bellissime. E devono esserlo. Ma può capitare che una liturgia preparata con impeccabile cura si svolga davanti a molti banchi vuoti. E forse, quando questo accade abbastanza spesso, non è irriverente domandarsi se alla cura di tutto ciò che già facciamo non debba accompagnarsi qualche tentativo di raggiungere chi non viene più. Il Vangelo, dopotutto, contiene una quantità sorprendente di verbi poco sedentari: andare, cercare, chiamare, uscire, incontrare. Cristo pare avesse una certa predilezione per le persone che si trovavano dove nessuno aveva voglia di andare.

Da lunedì 5 ottobre, ogni lunedì e giovedì alle 20.30, inizierà un nuovo ciclo di catechesi promosso a Brescia dal Cammino Neocatecumenale presso la parrocchia della Santissima Trinità, dirimpetto agli Spedali Civili. Non è necessario conoscere già il Cammino. Non è necessario essere praticanti ferventi; non è necessario neppure essere certi di credere. Si può arrivare con domande, dubbi, lontananze, delusioni. Anche soltanto con curiosità. Il Cammino Neocatecumenale non possiede la ricetta per risolvere tutti i problemi della Chiesa. Del resto, chiunque sostenesse di possederla dovrebbe destare qualche sospetto. È soltanto uno dei mezzi con cui - da molti anni - si tenta di annunciare nuovamente il Vangelo a persone che spesso non verrebbero raggiunte dagli strumenti pastorali ordinari. L’invito è per tutti. Anche per chi frequenta la Chiesa da molti anni; forse, sotto un certo aspetto, soprattutto per lui. Perché si possono conoscere bene la propria parrocchia, la liturgia, le Scritture, le risposte della Messa — e avere ancora qualcosa da ascoltare. Una predicazione cristiana, infatti, non è semplicemente un corso per chi “non sa”.

Può essere un tempo favorevole, un kairòs: un’occasione nella quale una parola ascoltata magari cento volte raggiunge finalmente un punto della nostra vita che fino a quel momento era rimasto blindato. Naturalmente si può pensare: “Queste cose le conosco già”. È possibilissimo. Ma se Dio avesse scelto proprio una parola già conosciuta per dirci qualcosa che ancora non abbiamo davvero ascoltato e accolto? Forse vale la pena concedergli il beneficio del dubbio. Funzionerà per tutti? Certamente no. Ma se le chiese si svuotano, se una generazione sembra aver quasi perduto il vocabolario cristiano, se molti sacerdoti faticano a custodire l’esistente e nello stesso tempo desiderano tornare ad annunciare il Vangelo… forse una domanda molto semplice conserva una sua ragionevolezza: perché no?

PIERGIORGIO AMOROSO 24 set 2026 10:47