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Brescia
di LUCIANO FEBBRARI 25 giu 2026 10:50

Don Pipinato: Lo sviluppo riguarda tutti

Dal 19 al 21 giugno Casa Delbrêl, a Rodengo Saiano, ha ospitato la 16ª edizione della Festa Verso l’Altro, promossa da Fondazione Punto Missione insieme al Movimento Ecclesiale Carmelitano e al Baule della Solidarietà, e patrocinata dal Comune di Rodengo Saiano. Nella serata del 19 giugno, a partire dal tema “Lo sviluppo riguarda tutti”, è intervenuto don Gabriele Pipinato, che, dal 2023, dopo un’esperienza come parroco, è responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della Conferenza episcopale italiana. Don Gabriele, classe 1965, è un sacerdote della Diocesi di Padova dal 1990. È stato per 19 anni (1994-2013) missionario fidei donum a Nyahururu, in Kenya, dove ha avviato le esperienze del Saint Martin Catholic Social Apostolate, di Talitha-kum e delle comunità dell’Arca. Nel 2013 è rientrato in Italia e ha proseguito il suo servizio prima come economo e poi come vicario episcopale per i beni temporali della Chiesa di Padova. Nel corso dell’intervista, don Gabriele ha raccontato la genesi del Saint Martin. Tutto nacque grazie a un incontro particolare: durante la benedizione delle case, aprì una porta e trovò un uomo nudo, nascosto, semplicemente perchè, disabile, “non poteva essere benedetto in quanto maledetto da Dio…”. Thomas aveva una colpa da espiare: era un disabile grave…

“L’abbiamo battezzato.. Ho scoperto che Thomas era nato nel mio stesso mese e nel mio stesso anno”. I missionari decisero di fare un censimento: trovarono 700 persone nella stessa condizione di reclusione, di abbandono e di nascondimento. “Ecco perchè abbiamo iniziato il Saint Martin, un progetto di cura dei disabili, dei bambini di strada, delle vittime di violenza…”. L’intuizione è ancora operativa. Con uno stile diretto e accattivante, don Gabriele ha raccontato le storie esemplari di chi, nel mondo, grazie ai fondi dell’ottoxmille, riesce a portare avanti un messaggio di speranza. Tra queste c’è la vicenda esemplare di suor Lucy che, suora francescana in Myanmar con un dottorato in legge, ha scelto di vivere in una baracca in carcere per non abbandonare i ragazzi che le sono stati affidati. Ha rifiutato anche l’invito di andare a Roma per il Giubileo dei giovani: “Non vorrei mai che i giovani pensassero che esiste al mondo qualcosa di più importante di loro”. In un contesto internazionale sempre più incerto, don Gabriele ha sottolineato che “c’è una montagna di bene. Gesù ha avuto fiducia di noi. Non dobbiamo concentrarci sui problemi: il ritiro, ad esempio, dei fondi di aiuto ai Paesi poveri da parte di Trump ha portato alla chiusura, nell’indifferenza del mondo, di un terzo degli ospedali in Sudan. Per fortuna c’è un sacco di amore. Ognuno di noi può creare un sacco di bene”. Ha invitato i giovani a partire, a prendersi del tempo per la missione. Solo a maggio sono stati approvati dalla Cei 64 progetti, sostenuti con 11,5 milioni di euro dai fondi dell’ottoxmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. È lievito che fa crescere e aiuta contesti e comunità a potenziare e moltiplicare talenti, avviando o rafforzando processi. Ogni intervento è una goccia che cade su terreni dove quotidianamente sacerdoti, religiose e religiosi, laici, volontari, professionisti, si impegnano.

LUCIANO FEBBRARI 25 giu 2026 10:50