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Brescia
di GABRIELE BAZZOLI 19 apr 2026 16:20

Il Diario del Convegno: VI giorno

“Non fu vano, è questa l'opera / che si compie ciascuno e tutti insieme / … penetrare il mondo / opaco lungo vie chiare e cunicoli / … fino a che sia limpido.” scriveva Mario Luzi. E l’opera del confrontarsi, del dialogare, del fermarsi smarriti, dell’interrogarsi da soli e poi insieme, del provare ad esporsi per esprimere il proprio pensiero di persona, nella convinzione che anche così (o forse – soprattutto così) si esprime lo Spirito nella Chiesa è stato davvero un provare a rendere più limpide, per quanto possibile, le strade e i cunicoli attraverso i quali la Chiesa vorrebbe portare il Vangelo nel mondo.

È un lavorio a cui non siamo più abituati. La postura alla quale siamo sempre più avvezzi è quella di ascoltare qualcuno che ci parla (magari attraverso uno schermo) ed eventualmente commentare, lasciare un like o un commento acido. Oppure saltare direttamente ad altro. Il Convegno è stato altra cosa. Difficile, bello e faticoso. Molte espressioni avrebbero potuto essere più esatte, alcuni passaggi sono stati frettolosi, ma ci ha consentito di ascoltare, confrontarci, scoprirci in disaccordo e stimarci.  

L’ultima mattinata si apre con il confronto sull’area della “Ministerialità”. Il tema è necessario e guarda al futuro, anche se non ancora definito in tutte le sue conseguenze ecclesiali. L’orientamento dei delegati mostra comunque un’ottima convergenza su quanto proposto. A seguire il tema, forse più arido ma altrettanto atteso, dell’“Amministrazione”. Qui si registrano il minimo degli emendamenti e il massimo degli interventi. Le votazioni esprimono ampio consenso sulle soluzioni proposte. Un applauso largo e disteso conclude il lavoro dei delegati. 

Nel pomeriggio è il Vescovo, prima della celebrazione conclusiva, presieduta dal cardinal Grech, a provare a tracciare il senso del lavoro fatto, che ha visto approvate tutte le 33 proposizioni emerse dai gruppi di studio (con alcuni emendamenti). “Cosa abbiamo vissuto? – si domanda il Vescovo Pierantonio – “Un momento di grazia, proprio come avevamo chiesto al Signore” nel quale “abbiamo toccato con mano come la sinodalità non sia una teoria”. Si “apre ora un cammino nel quale dare corpo a quanto abbiamo tratteggiato” e nel quale “creare le condizioni perché tutto questo possa calarsi nel tessuto della Chiesa su questo territorio”. Il Convegno si chiude formalmente ma troverà nei prossimi mesi, passo dopo passo, la sua traduzione concreta nella vita della nostra Chiesa diocesana.

GABRIELE BAZZOLI 19 apr 2026 16:20