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Brescia
di REDAZIONE 15 ott 12:56

Il punto su Messe e attività in oratorio

Il Vicario Generale, mons. Gaetano Fontana, dopo il DPCM del 13 ottobre 2020, fornisce alcune indicazioni alle parrocchie della Diocesi di Brescia.

In sostanza, non cambia nulla rispetto alla prassi definita con il “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, sottoscritto dal Presidente della CEI e dal Presidente del Consiglio dei ministri lo scorso 7 maggio 2020 e in vigore da lunedì 18 maggio al netto delle successive modificazioni concordate dalla CEI con il Comitato tecnico-scientifico e subentrate durante l’estate.

In particolare va ricordato che è responsabilità di tutti applicare con scrupolo il Protocollo e le successive modificazioni al fine di “tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con le indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale” e restando vigili circa i temi della distanza, delle protezioni, dello scaglionamento e del controllo. A fronte di diverse segnalazioni stiamo avvertendo il rischio reale che queste misure, necessarie e giustamente obbligatorie, in alcuni casi siano state “adattate” o “applicate con troppa superficialità” provocando disorientamento in alcuni fedeli. Per questo si raccomanda, in particolare ai sacerdoti, di vivere la celebrazione della Santa Messa e dei sacramenti con quella sapienza pastorale e con quella sensibilità liturgica che consente di valorizzare al meglio le possibilità offerte, ma anche con la prudenza e il rigore richiesto dai limiti imposti dalle circostanze.

Nello specifico circa la Santa Messa, il Vicario Generale chiede di fare attenzione su alcuni punti: l’effettiva capienza della Chiesa; il controllo, lo scaglionamento in entrata e in uscita e la sanificazione. Al temine di ogni celebrazione, bisogna procedere alla sanificazione dell’ambiente.

Si ritiene opportuno privilegiare la distribuzione senza lo spostamento dei fedeli dai banchi. Chi intende ricevere la Comunione la riceverà sulla mano. Il ministro, dopo aver indossato la mascherina e sanificato le mani, procede alla distribuzione secondo le indicazioni stabilite la scorsa estate.

Si chiede ai sacerdoti la disponibilità per la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione nella sua forma tradizionale, seguendo con rigore le indicazioni riguardanti la sicurezza sanitaria e riportate nel Protocollo. Rimane tuttavia in vigore, da parte di tutti i fedeli e degli stessi sacerdoti, il ricorso al Votum Sacramentii.

All'ingresso di ogni chiesa deve essere affisso un avviso con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare: il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza della chiesa; il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, per chi ha la temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C, per chi è stato in contatto con persone positive a SARS- CoV-2 nei giorni precedenti; l'obbligo di rispettare sempre, nell'accedere alla chiesa, il mantenimento della distanza di sicurezza; l'osservanza di regole di igiene delle mani; l'uso di idonei dispositivi di protezione personale a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

È confermata la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimi, cresime e prime comunioni). In particolare per i battesimi: in questa fase siano amministrati preferibilmente fuori dalla celebrazione eucaristica.

Si lascia al parroco il discernimento sapienziale, vista la situazione contingente, di vivere i Sacramenti della Confermazione e della Prima Comunione, frutto del cammino dell’ICFR, secondo la data stabilita, oppure rimandarli all’anno prossimo.

Non è cambiato nulla circa la prassi dei funerali, né nella forma né riguardo al numero dei partecipanti. Restano vietate le veglie funebri sia nelle abitazioni che nelle case del commiato o obitori.  I sacerdoti visitino privatamente le famiglie per la benedizione del defunto; restano vietati i cortei funebri dalla casa alla Chiesa e dalla Chiesa al cimitero come stabilito in precedenza. Visto l’andamento dei contagi, spetta ad ogni sacerdote il discernimento circa l’opportunità di portare la Comunione agli ammalati. In alternativa si invitano gli ammalati a vivere la Comunione spirituale. Si chiede ai Diaconi e ai Ministri straordinari della Comunione di sospendere momentaneamente questo prezioso servizio.

Le attività parrocchiali, oratoriane e sportive

Il DPCM del 13 ottobre 2020 aggiorna le linee di riferimento che riguardano anche l’attività dei nostri oratori senza toccare né precludere la catechesi, i momenti formali con bambini e ragazzi, gli incontri di programmazione e formazione.


REDAZIONE 15 ott 12:56