Il vescovo Tredici e le elezioni del 2 giugno 1946
Il 2 giugno 1946 il vescovo di Brescia, mons. Giacinto Tredici, accompagnato dal suo segretario mons. Pietrobelli, alle 13.30 si recava alla sezione elettorale numero 30 di Vicolo Fontanone, “accolto – secondo il resoconto del “Giornale di Brescia” – con manifestazioni di deferenza da parte della gente presente”. Si trattava di un appuntamento importante: la votazione per il referendum istituzionale e l’elezione dei membri dell’Assemblea Costituente. Fin dal mese di maggio il Vescovo su “La Voce del Popolo” invitava tutta la Diocesi aderire all’iniziativa dell’Azione Cattolica italiana di una “Giornata di preghiera per la Costituente”.
In questo invito, mons. Tredici, tra l’altro, scriveva: “Mentre l’Italia nostra esce da una guerra spaventosa che l’ha ridotta a condizioni miserevoli ed ha lasciato purtroppo germi di discordia, è necessario che la Costituzione stabilisca la vita della nazione su chiari principi di giustizia, di libertà, di collaborazione sociale che possano agevolare l’armonia e la pace tra tutti i cittadini e una più giusta distribuzione delle ricchezze che attenui le sofferenze economiche e che renda più facile a tutti il procurarsi il necessario per una vita conveniente”. A distanza di 80 anni molti aspetti di questo auspicio rimangono evidenti nella loro attualità.