Il vescovo Verzeri e il monumento ad Arnaldo
Come noto, l’inaugurazione del monumento ad Arnaldo da Brescia, nel 1882, costituì un’ulteriore occasione di scontro negli anni post unitari tra i cattolici e gli zanardelliani. Di questo clima di accesa contrapposizione vi sono tracce in alcune circolari che il vescovo Girolamo Verzeri inviava “al venerabile clero e dilettissimo popolo della città e della diocesi”. Fin dal febbraio 1881 egli denunciava il “sacrilego oltraggio che si prepara al Pontificato Romano e alla Chiesa, col monumento che si minaccia d’innalzare ad Arnaldo da Brescia”, argomento sul quale sarebbe tornato “almeno se il Signore non si degna, come lo prego con tutta l’anima, di togliermi di vita prima ch’io vegga una così enorme ingiuria alla fede di questa religiosa e diletta città”. Invece dovette sopravvivere all’inaugurazione del monumento “a quel turbolento settario, famoso solamente per odio dissennato contro la Chiesa ed il Vicario di Cristo”. Nella circolare del 19 settembre 1882, un mese dopo l’inaugurazione, Verzeri osservava: “Intanto che in Brescia si inaugurava il monumento ad Arnaldo, un valente scalpello effigiava in Napoli il Serafino d’Assisi”, e concludeva: “Quale dei due monumenti ricorda le vere glorie d’Italia? Quale dei due le altre nazioni e la cattolica Europa ci invidieranno?”.
[Circolari vescovili, b. 6bis, 1881-1882]