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Alfianello
di LAURA DI PALMA 25 feb 2019 13:17

Il volto di Cristo in ognuno

Il nuovo parroco don Ruggero Cagiada si racconta alla sua nuova comunità di Alfianello

Don Ruggero, com’è nata la sua vocazione?

La mia vocazione è nata durante l’adolescenza: guardando il curato del mio paese, Remedello, mi accorsi di come, nonostante la sua non giovanissima età, fosse una persona molto accogliente e particolarmente attiva. La sua casa era sempre aperta per chiunque avesse bisogno di lui e pensai che avrei voluto essere anch’io così. Grazie al suo esempio, quindi, decisi di entrare in seminario: avevo 17 anni.

Cos’ha imparato in questi anni di sacerdozio?

In quasi 40 anni di sacerdozio ho camminato con molte comunità parrocchiali, dapprima come curato, a Palazzolo e a Isorella e poi, come parroco, a Coniolo, Berlingo e Berlinghetto. Nella comunità di Coniolo, piccola frazione orceana, ho contribuito al restauro della chiesa parrocchiale e della piccola cappella dedicata alla Madonna del Voto; inoltre, dopo la demolizione dell’antica canonica è stato realizzato un grande e moderno oratorio con casa canonica annessa. A Berlingo, paese che mi appresto a lasciare, ho vissuto un’esperienza missionaria con i padri oblati, numerosi momenti spirituali, tante esperienze indimenticabili. Anche questa chiesa parrocchiale è stata restaurata: abbiamo fatto montare il riscaldamento a pavimento, un nuovo impianto di luci a led, nuovo impianto d’amplificazione. Al di là di ciò che ho vissuto, tuttavia, ho imparato quanto sia importante stare in mezzo alla gente, senza paura, ascoltando con pazienza ogni persona. In un mondo come il nostro, che vive ad una velocità incredibile, sommerso da messaggi di qualunque genere, l’importanza di ascoltare gli altri con pazienza, è fondamentale.

C’è un versetto della Sacra Scrittura che le è caro?

Per uno strano caso del destino, per due volte, nel corso del mio cammino sacerdotale, ho vissuto l’ingresso in parrocchia la seconda domenica di Quaresima e, se il 17 marzo sarà confermata quale data d’ingresso ad Alfianello, questa cosa avverrà per la terza volta. Quel giorno viene proposta ai fedeli la lettura del brano di Vangelo che narra la Trasfigurazione di Gesù, che, di conseguenza, è un brano a me molto caro. Oltre a questo brano, tuttavia, ce n’è un altro che considero particolarmente importante e al quale sono molto legato: parlo del brano del Vangelo di Giovanni che narra di quanto avvenne il Giovedì Santo. Dopo aver celebrato la prima Eucaristia ed essersi donato ai suoi apostoli e a noi, Gesù trova in quanto ha vissuto la forza di fare un gesto davvero sconvolgente: chinarsi a lavare i piedi degli apostoli, facendosi così servo fedele. Come non ricordare, infine, l’esempio dei moltissimi santi bresciani, come Arcangelo Tadini, Lodovico Pavoni e il beato Mosè Tovini.

Quali sono le attenzioni pastorali sulle quali desidera insistere?

L’attenzione maggiore sulla quale desidero insistere è quella che il nostro vescovo Pierantonio ci ha suggerito con la sua prima, bellissima, lettera pastorale: “Il bello del vivere – la santità dei volti e i volti della santità”: impegnarsi per vedere in ogni persona che ci circonda, in tutti, il volto di Cristo.

Cosa vorrebbe dire ai suoi futuri parrocchiani?

Vorrei dire di camminare insieme prendendo ad esempio il Crocifisso, che è la vera Luce del mondo ed è Via, Verità e Vita. Non legatevi troppo ai mediatori terreni, ma prendete come modello soltanto Gesù Cristo, crocifisso e risorto.

LAURA DI PALMA 25 feb 2019 13:17