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di LUCIANO FEBBRARI 20 set 10:18

L'AC aperta e in dialogo

Alla presenza del vescovo Pierantonio Tremolada, l’Azione Cattolica ha iniziato il cammino verso l’Assemblea di febbraio

Ogni tre anni l’Azione Cattolica Italiana vive un intenso momento di corresponsabilità associativa: verifica il proprio cammino, guarda al futuro, individua le strade da intraprendere e le persone a cui affidare la responsabilità di guidare l’Associazione. “E verso l’Assemblea diocesana del prossimo febbraio la nostra Associazione – spiega la presidente Giuliana Sberna – si incammina attraverso una forte esperienza di partecipazione e democraticità che si ripete ogni tre anni: le assemblee territoriali con l’elezione di Consigli, dei Presidenti e dei Responsabili diocesani. L’anno associativo 2019-2020 è caratterizzato dalla preparazione e celebrazione delle assemblee parrocchiali, diocesane e nazionale.

Si tratta di un anno straordinario nell’ordinarietà del cammino, che ogni tre anni invita le nostre realtà, a tutti i livelli, a verificare il cammino percorso fino ad allora e a progettare con rinnovato slancio il futuro. Un percorso in cui tutti i nostri soci, bambini, ragazzi, giovanissimi, giovani, adulti e adultissimi, sono chiamati a riscoprire, in modi e tempi diversi, il valore della scelta democratica: una scelta di maturità e di corresponsabilità. Un’occasione per valorizzare la partecipazione...

La vita democratica dell’associazione, col suo periodico ricambio dei responsabili, costituisce poi un significativo richiamo al carattere temporaneo delle nostre responsabilità (intese come incarichi) da vivere in un’autentica logica di servizio, mai di autoreferenzialità e autorealizzazione. Una responsabilità che si assume, si esercita, si riconsegna, si distribuisce e ci allena a dire dei sì nell’ambito della nostra vita ecclesiale che vuole laici capaci di offrire i doni battesimali dentro una ricerca del bene comune. Una responsabilità che non si esercita mai da soli, ma sempre dentro un gruppo di confronto, dove i vari soggetti si integrano, si completano, camminano insieme in uno stile di condivisione e corresponsabilità per la realizzazione dei tanti progetti e sogni espressi nelle assemblee. È importante allora non svilire, ma recuperare il valore delle prassi democratiche. Un tempo reso ancor più ricco dalla celebrazione di due anniversari.

Ricordiamo i 50 anni dal nuovo Statuto e i 50 anni dalla nascita dell’Azione cattolica dei ragazzi. Il nuovo Statuto, che rinnova e aggiorna la vita dell’associazione, traccia un cammino chiaro per ogni aderente affinché ciascuno possa essere “anima del mondo, cioè fermento, seme positivo per la salvezza ultima, ma anche servizio di carità non solo nei rapporti personali, ma nella costruzione di una città comune in cui ci siano meno poveri, meno oppressi, meno gente che ha fame” (V. Bachelet, Azione cattolica e impegno politico, 1973, in Scritti ecclesiali, Ave 2005). E da queste indicazioni fondamentali nasce l’Acr.

LUCIANO FEBBRARI 20 set 10:18