L’Eucaristia è il principio della fraternità
“Dove prendere le forze per affrontare un percorso duro, aspro, incerto? E’ la sfida di ogni epoca della storia. Anche noi, oggi, siamo chiamati a misurarci con un mondo che non di rado assume l’aspetto di un deserto inospitale. Che ci disorienta per la sua complessità: pieno di pericoli, a volte, avvelenato dalle invidie e dalle gelosie, lacerato dalle violenze, da egoismi ingordi, da un potere elevato a sistema. Questo deserto rimane tale e spesso abbiamo l’impressione di essere impotenti di fronte a questa realtà, ma ci viene dato il pane che viene dal Cielo che permette di abitarlo e di attraversarlo senza disperare. Ci permette anche di sentire sempre viva la speranza di un rinnovamento, possiamo contare su un pane che dà la vita al mondo che custodisce il volere di Dio. Questo cibo che ci rinforza, ci ristora e ci consola.
Mangiando di questo pane, gustando di questo vino, noi ci apriamo alla potenza del Cristo Risorto, condividiamo la sua vittoria, possiamo riposare in Lui, rimaniamo saldi nel suo amore.
Il Padre che è nei Cieli non ci promette una strada senza deserto, ma ci dona un cibo che non ci lascerà soccombere. E là, dove la testimonianza, per Grazia dello Spirito Santo sarà forte e vera anche il deserto potrà rifiorire. Noi conosciamo le nostre fragilità, il pane che viene dal Cielo non teme le nostre debolezze. Il Signore ripete a ciascuno di noi quel che disse al suo apostolo Paolo: ‘Ti basta la mia Grazia? La mia forza si manifesta nella debolezza’. Non per nulla il Cristo vittorioso si fa pane e nutrimento che sostiene. L’Eucaristia è la risposta alle nostre fragilità. Possiamo contare su energie che vengono dall’alto e che si attivano dentro di noi, segretamente, a partire dal cuore. Non siamo condannati a farcela da soli, a contare esclusivamente su di noi. Le nostre forze, certo, andranno tutte investite, ma non sono le uniche su cui possiamo contare. Possiamo invece attingere alle sorgenti della salvezza e accostarci a una mensa che ci è stata preparata da colui che desidera la vita e ce la dona in abbondanza. Dobbiamo, infine, ricordare che questo nutrimento lo riceviamo insieme. E’ pane Santo, spezzato e distribuito. E’ vino condiviso. L’Eucaristia è perciò principio di fraternità e di comunione. L’Eucaristia la si celebra insieme, nessuno da solo. Ci lega, dunque, gli uni agli altri, fa di noi un solo corpo, quello del Cristo Risorto. I chicchi di frumento macinati e gli acini d’uva spremuti diventano una cosa sola nel pane e nel vino che la Chiesa offre in memoria del Signore Gesù. Così anche noi abbiamo ascoltato le parole di San Paolo, durante la Messa precedente, che diceva: ‘Il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il Corpo di Cristo? E poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo. Tutti, infatti, partecipiamo dell’unico pane’. Siamo la Chiesa del Signore, una comunità di fratelli nella fede, chiamati a presentarci così al mondo. Questo mondo è drammaticamente esposto alla divisione e tuttavia è ansioso di ricevere una buona testimonianza credibile di unità.
Siamo chiamati ad annunciare, da sempre, che il desiderio di Dio per l’umanità è la fratellanza universale, l’accoglienza reciproca, nel rispetto e nell’affetto reciproco. Il pane di vita che abbiamo ricevuto in dono ci sostiene in questo compito: la Chiesa è conscia di avere tale compito.
E obbedienza alla volontà del Signore; oltrepassa le nostre forze ma può contare sulla sua fedeltà”. Così il vescovo Pierantonio Tremolada in occasione dell’omelia pronunciata in Cattedrale dopo la processione del Corpus Domini.










