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di LAURA DI PALMA 04 giu 2026 13:26

Paola, bancaria consacrata

Sabato 30 maggio, nel Santuario di Sant’Angela Merici, il vescovo Tremolada ha presieduto la consacrazione perpetua di Paola Rodella, nella Compagnia di Sant’Orsola, Figlie di Sant’Angela. Paola Rodella, originaria della parrocchia di Gottolengo, lavora in banca e presta servizio in oratorio come catechista.

Com’è nata la sua vocazione?

Posso dire che la mia vocazione è nata “per contagio”, perché negli anni, ho avuto la grazia di essere circondata da persone che vivevano con gioia e coerenza la loro vocazione e missione, fedeli nei momenti di gioia, ma, anche e soprattutto, nelle difficoltà e fatiche. Con l’aiuto del mio padre spirituale, che mi ha aiutata a fare un po’ di discernimento, mi sono fatta quindi alcune domande. Ho capito dunque che la direzione che volevo dare alla mia vita era quella di essere sposa del Signore, e da allora, sono trascorsi diversi anni. Con il tempo, ho anche capito quale fosse la scelta migliore per me, optando per la consacrazione secolare, una forma di donazione totale a Dio con la quale assumerò l’impegno a rispettare i voti di povertà, castità e obbedienza, pur mantenendo una condizione di vita laicale.

Cosa l’ha portata a conoscere e ad avvicinare la Compagnia di Sant’Orsola?

Nell’Istituto delle Angeline, ossia nella Compagnia di Sant’Orsola, ho trovato qualcosa che in altre congregazioni religiose non avevo scorto. In particolare, sono rimasta affascinata dalla figura di Sant’Angela Merici, patrona secondaria della Diocesi, che, oltre cinquecento anni fa, fu una donna fondatrice, senza l’aiuto e il sostegno di nessun uomo. La sua idea della dignità femminile, pensata all’epoca, è tuttora attualissima. Alle figlie di Sant’Angela non sono richieste particolari opere, ma soltanto di vivere la loro dimensione di donne, spose e madri anche nella consacrazione secolare. Ciò che mi ha colpito, inoltre, sono le radici e la dimensione diocesana della Compagnia, così importante, per chi, come me, è “cresciuto” in un ambiente diocesano come l’oratorio. 

C’è un passo delle Scritture a cui è particolarmente legata?

Devo dire che, negli anni, mi sono resa conto di quanto la Parola di Dio mi abbia comunicato e di quanto ancora continui a farlo. Se dovessi tuttavia scegliere un passo in particolare, sceglierei il Capitolo 15 del Vangelo di Giovanni, in cui Gesù presenta l’immagine dei tralci, quali rami curvi ma vivi, solo se innestati e uniti alla vite. In questo passo, inoltre, ritorna più volte il verbo “rimanere”, che rimanda a un profondo senso di fedeltà. 

Cosa direbbe ai giovani d’oggi?

Invitandoli a conoscere la figura di Sant’Angela, donna straordinaria che ha anticipato i tempi, vorrei dir loro che il Signore ha un desiderio di amore e gioia per ciascuno di noi. La vocazione è come un abito e Dio è un abile tessitore che ci cuce addosso quest’abito nel modo più adatto alla nostra vita. 

LAURA DI PALMA 04 giu 2026 13:26