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Brescia
22 lug 2021 11:49

Pregando Sant'Anna a Rezzato e a San Zeno al Foro

Dal 24 al 26 luglio la chiesa di San Zeno al Foro propone tre giorni di celebrazioni. Si incomincia sabato 24 luglio alle 17.30 con l’adorazione e il rosario; nella Messa delle 18 vengono ricordati gli amici e i benefattori della chiesa. Domenica, dopo il rosario delle 17.30, alle 18 la Messa in canto della Vigilia nella quale si ricordano gli iscritti alla Confraternita. Nella giornata di lunedì la chiesa è aperta dalle 9 con la possibilità dell’indulgenza plenaria; alle 9.30 la recita del rosario e alle 10 la Messa per tutte le mamme con l’affidamento a Sant’Anna; all 19.30 la recita del rosario prima della celebrazione eucaristica delle ore 20: verrà eseguita la Missa Secunda Pontificalis del Perosi; sarà l’occasione per ricordare don Renato Laffranchi. Nelle giornate di domenica 25 luglio e lunedì 26 luglio dalle 18.30 in piazza è stato allestito un momento di festa.

A Rezzato (nella foto) l’unità pastorale ha predisposto una settimana di celebrazioni riflettendo sulle parole di Maria. Venerdì 23, dopo la Messa delle 20.30, ci sarà la rievocazione dell’apparizione. Sabato 24 luglio, la Messa delle 17 al santuario è presieduta da don Angelo Nolli; domenica 25 le celebrazioni sono alle 8, alle 10 e alle 17; lunedì 26 alle 10, alle 15.30 con la benedizione dei bambini e alle 17. Dal 24 al 26, ogni sera, dalle 19, è attivo lo stand gastronomico. Il Santuario di Valverde nasce nei luoghi dell’apparizione mariana del 1399, l’unica della storia che vede l’apparizione contemporanea di Cristo e della Madonna e della seconda apparizione del 1711. Nel 1399, 600 anni fa, durante i lavori di aratura in un campo nei pressi di Valverde i buoi che trainavano l’aratro si arrestarono e piegarono le ginocchia. Al bifolco che li guidava apparve un uomo dalla veste rossa e dal manto celeste (Cristo) che gli ordinò di gettare nel vicino laghetto i tre pani che il lavoratore teneva nella bisaccia. Il bifolco si apprestò a ubbidire all’ordine ricevuto, ma fu trattenuto dall’apparizione della Madonna che gli consigliò di tornare a supplicare il Signore di revocare l’ordine appena impartito. Se i tre pani avessero toccato le acque del lago, si sarebbero scatenati tre flagelli (carestia, peste e guerra) con i quali Cristo intendeva punire gli uomini per la loro empietà. Piegato dall’insistenza della Madre, Cristo acconsentì a che il contadino gettasse in acqua uno solo dei pani e in tutta la zona si sparse il flagello dell’epidemia. La Madonna raccomandò al bifolco di annunciare a tutti quello che aveva visto con i suoi occhi esortando gli uomini a ravvedersi e ad accostarsi di nuovo alla fede. Nei pressi del laghetto fu dapprima edificata una cappella, poi, ai primi del Seicento un santuario.

22 lug 2021 11:49