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Brescia
di VITTORIO BERTONI 03 mar 2026 09:58

Sanità cattolica da salvaguardare

C’è un filo sottile che attraversa la storia della sanità cattolica: è il filo della cura, della responsabilità, della fedeltà a un carisma che non appartiene solo al passato, ma chiede di essere incarnato nel presente. Quel filo, oggi, ha trovato un nuovo momento di intreccio alla Fondazione Poliambulanza, che ha accolto la visita istituzionale di don Marco Belladelli, Coordinatore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa. Un incontro che non è stato soltanto formale, ma profondamente simbolico. La Pontificia Commissione, istituita nel 2015 da papa Francesco e posta in diretto riferimento alla Segreteria di Stato presieduta dal cardinale Pietro Parolin, nasce con un compito delicato: custodire e rilanciare le opere sanitarie della Chiesa, garantendone la sostenibilità economica e la fedeltà al carisma originario. In altre parole, tenere insieme conti e coscienza, bilanci e missione.

Ad accogliere don Belladelli, insieme ai vertici della Fondazione, è stato il vescovo Pierantonio Tremolada, in qualità di Ente Fondatore, accanto alla Congregazione delle Suore Ancelle della Carità, all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza di San Giovanni Calabria. Una rete di soggetti diversi, uniti da una medesima responsabilità: custodire un’eredità che parla di servizio, dedizione, prossimità. Fondata nel solco dell’opera di Santa Maria Crocifissa Di Rosa, la Poliambulanza è oggi un Istituto Ospedaliero non profit accreditato con il Sistema Sanitario Regionale, ma prima ancora è una comunità che ogni giorno si prende cura delle fragilità affidate. “È un dovere nei confronti della storia che abbiamo ereditato - ha ricordato il presidente, Mario Taccolini - e, soprattutto, delle persone”.

La visita è stata anche l’occasione per guardare in faccia le sfide: sostenibilità, governance, futuro degli ospedali religiosi in difficoltà. Al centro dell’attenzione, il percorso della Casa di Cura San Camillo, simbolo di una sanità che rischia, ma non si arrende. “Metteremo in campo tutto ciò che è necessario - ha assicurato don Belladelli - ogni sforzo utile, senza esitazioni”. In tempi in cui la sanità è spesso misurata solo in termini di efficienza e costi, l’incontro alla Poliambulanza ha ricordato che esiste un altro parametro decisivo: la fedeltà a una missione. Custodire le opere sanitarie cattoliche significa proteggere un patrimonio materiale, certo, ma soprattutto umano e spirituale. Significa continuare a credere che la cura non sia solo una prestazione, ma una vocazione.

VITTORIO BERTONI 03 mar 2026 09:58