Tariffe di inizio secolo. 1911
Non si pensi che le tariffe siano solo roba di commercio: infatti esistevano rigorosamente anche per le faccende ecclesiastiche. E così, in risposta alla circolare vescovile che in data 26 agosto 1911 chiedeva ai parroci la nota delle tariffe vigenti (per funerali, battesimi, matrimoni, ecc.), il parroco di Costa di Gargnano, senza mezzi termini e giri di parole, risponde che nella sua parrocchia, “segregata dall’umano consorzio”, “ciascuno fa come gli pare e piace”. Ovviamente poi corrisponde alla richiesta vescovile, precisando alcuni dati: “Per gli uffici funebri il Parroco con sole cinque lire di elemosina deve provvedere per la cera e pel servizio del sacrista, campanaro, ecc. Pei battesimi si suol offrire al parroco una lira; e cinque lire pei matrimoni compresa però l’elemosina della Messa, né altro posso aggiungerci”. Tempi duri per tutti, specialmente per una parrocchia collocata ai confini ‘dell’umano consorzio’.
[Fondo Curia vescovile, Carte ad annum, busta 58, Tariffe Città-Diocesi, 1911]