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Orzinuovi
di REDAZIONE 31 gen 2017 12:43

Mons. Treccani e l'amore per Dio

A 102 anni, e anche nei momenti di difficoltà, mons. Giuseppe Treccani non ha mai smesso di amare Dio e di ringraziarlo per il dono del sacerdozio. Mons. Giuseppe è scomparso questa mattina. In molti hanno potuto apprezzarne le qualità. I funerali, presieduti da mons. Luciano Monari, sono giovedì 2 febbraio alle 10 nella parrocchiale di Orzinuovi

Cuore mite. Ha sempre ringraziato Dio per il dono del sacerdozio. E ha rappresentato un punto di riferimento costante per la Diocesi, per i sacerdoti e per i laici che l'hanno potuto incontrare lungo il loro cammino. Con la sua saggezza ha saputo gestire anche i casi più difficili. Martedì 31 gennaio è scomparso mons. Giuseppe Treccani, decano della Diocesi. Nato a Leno nel 1914 e ordinato nel 1938, ha svolto i seguenti incarichi: curato di Castelletto di Leno (1938-1949); assistente diocesano Gioventù Femminile (1949-1962); vice superiore della Compagnia di S. Angela (1961-1981); parroco di Orzinuovi (1962-1991); parroco di Ovanengo (1987-1991). La salma si trova presso la chiesa parrocchiale di Orzinuovi. La veglia funebre con la S. Messa, presieduta da mons. Vigilio Mario Olmi, è mercoledì 1 febbraio alle ore 20. I funerali, presieduti da mons. Luciano Monari, sono giovedì 2 febbraio alle 10. Mons. Giuseppe sarà sepolto nel cimitero di Orzinuovi. Per lui e per i suoi familiari il nostro ricordo nella preghiera.

Riprendiamo l'intervista di Massimo Venturelli, pubblicata su "Voce" per la Messa crismale dell'aprile 2014, a mons. Giuseppe Treccani in occasione dei suoi 100 anni. Treccani ricorda la grandezza del dono del sacerdozio e l’inno di lode che ogni giorno eleva al Signore per averlo chiamato. Parole che ben si addicono alle giornate che la Chiesa bresciana si appresta a vivere

Nel corso della messa del crisma tutti i sacerdoti sono chiamati a rinnovare le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione, a ravvivare, “uno straordinario dono di grazia”. Un dono che, nonostante gli acciacchi dell’età, ha continuato a scaldare il cuore di mons. Giuseppe Treccani, che prossimo ai 100 anni (li compirà il 24 ottobre) è il decano dei sacerdoti bresciani. Proprio quando parla del suo essere sacerdote, del dono grande che gli ha fatto il Signore sembra riprendere quel vigore e quel piglio che negli anni hanno contribuito a farne una delle figure più autorevoli della Chiesa bresciana. Oggi mons. Treccani continua a vivere nella “sua” Orzinuovi, ospite della Rsa Villa Giardino, e pur provato nel fisico, in quella che ogni giorno è la sua personale messa crismale, non smette mai di ringraziare per il dono del sacerdozio. Ricorda come fosse ieri quel 26 giugno del 1938, quando fu ordinato. “Un giorno meraviglioso – ricorda –. Quando il Vescovo ha iposto le sua mani sulla mia testa sono stato pervaso da grande commozione. Finalmente potevo servire in pienezza la mia diocesi, la Chiesa bresciana”. Dal quel giorno sono passati quasi 76 anni. Nel racconto di mons. Treccani sembrano pochi secondi: “il sacerdozio – continua – è stato un dono prezioso che Dio mi ha fatto, un dono che nonostante tanti limiti e difficoltà cerco di conservare al meglio anche in questi anni della vecchiaia e della sofferenza fisica”. Se poi alla base di tutto c’è l’amore per la Chiesa e per il Signore le fatiche di una vita donata perdono tutto il loro peso. “Se guardo ai miei anni di servizio alla Chiesa bresciana e anche a questi di riposo per i limiti imposti dall’età – conferma il decano dei preti bresciani – non riesco a vedere altro che cose positive, perché anche le fatiche sono state funzionali al servizio alla Chiesa bresciana”.

Mons. Giuseppe Treccani ha avuto modo di servire la Chiesa bresciana in diversi ruoli; ha visto cambiare (forse più di una volta) il modo di essere prete... “La società è cambiata e la Chiesa che la serve ha dovuto prendere atto di questo cambiamento – afferma al proposito –. Non faccio fatica a immaginare che il mio modo di essere prete possa essere diverso da quello di un giovane che sceglie oggi questa strada”. Nelle sue parole non c’è però alcuna nota di biasimo, convinto com’è che oggi come ieri il sacerdozio continua a essere un grande dono. Una convinzione maturata, ricorda, anche grazie ad alcuni insegnamenti del vescovo Giacinto Tredici. “In quegli anni ero assistente della Gioventù femminile – ricorda – e il Vescovo mi chiese come fosse la situazione. Davanti ad un mio pallido tentennamento mons. Tredici mi chiese il perché di questa mia perplessità. Risposi che forse mancava nei preti un po’ di convinzione nel sostenere nelle diverse parrocchie questa esperienza. Il Vescovo mi invitò caldamente a non criticare i sacerdoti, ma piuttosto a volere loro bene, a pregare per loro, aiutandoli ad amare ancora di più il Signore e ad apprezzare il dono grande che era stato loro concesso”. Un invito che mons. Treccani non ha più dimenticato, che l’ha portato negli anni a incoraggiare più che ad ammonire. E a un giovane che oggi gli chiedesse consiglio sulla scelta sacerdotale cosa risponderebbe? “Alla luce della mia esperienza, di tanti anni di sacerdozio e di amore per la Chiesa – afferma – mi permetterei soltanto di invitarlo ad avere sempre una fede grande. Cercherei di trasmettergli un po’ della felicità che ancora mi pervade quando penso al mio sacerdozio.” C’è un ultima cosa che gli direbbe ed è quella con cui prende congedo al termine dell’intervista. “Gli direi – è la sua conclusione – che se il Signore mi concedesse la grazia di rinascere non avrei dubbi nell’intraprendere la via del sacerdozio, perché constato ogni giorno di più la grandezza del dono che mi ha fatto”. 

REDAZIONE 31 gen 2017 12:43