Un mattone dopo l’altro...
Abitare non significa soltanto disporre di un alloggio. La casa è il luogo degli affetti e delle relazioni, la condizione per la crescita dei figli, il sostegno a una fragilità, parte della dignità e dell’identità di persone e famiglie. Per questa ragione la Congrega, nel solco della propria tradizione, destina una parte significativa del proprio patrimonio immobiliare a finalità sociali, rinunciando a una quota della rendita per offrire abitazioni a condizioni agevolate.
Sono 457 gli alloggi a destinazione sociale di proprietà della Congrega o di alcune delle fondazioni amministrate. Le unità immobiliari sono concentrate nel Comune di Brescia, nei nuclei abitativi del Quartiere Mazzucchelli, via Rose di Sotto, via Paitone, via Pulusella, via del Brasile e via Monti. Sono compresi in questo numero anche 56 mini alloggi protetti per anziani e 41 posti letto nelle residenze destinate agli studenti universitari fuori sede. Dei 457 alloggi, 288 sono gestiti direttamente a canone concordato e 169 sono convenzionati, con modalità di assegnazione stabilite insieme agli enti pubblici che ne hanno sostenuto la riqualificazione. Questa scelta affonda le radici nel primo Novecento, quando il Sodalizio promosse edificazioni destinate alle classi lavoratrici e ai nuclei familiari che si trasferivano in città per lavoro. Nel tempo il patrimonio è stato costantemente mantenuto e adeguato, con interventi che hanno richiesto un impegno economico rilevante. Anche negli ultimi quindici anni, Stato, Regione e Comune di Brescia hanno riconosciuto il valore sociale di questa presenza, sostenendo opere di riqualificazione.
La gestione degli alloggi non si esaurisce nel contratto di locazione. Un’area degli uffici segue il settore della casa, favorisce dinamiche di convivenza, mantiene il contatto con gli inquilini e accompagna i nuclei più fragili. Nei casi di difficoltà economica si cerca di prevenire l’insolvenza, educare alla gestione del denaro e predisporre piani di rientro, evitando per quanto possibile lo sfratto. Per le situazioni più complesse si lavora in rete con i servizi sociali, le parrocchie e le realtà del Terzo Settore.
Il ricambio degli alloggi resta contenuto: le domande in attesa sono 227, di cui 91 pervenute nel 2025. Nello stesso anno sono state effettuate 23 nuove assegnazioni e quattro cambi di abitazione. Sono numeri che confermano quanto il fabbisogno abitativo sia urgente e quanto sia necessario continuare a considerare la casa non soltanto come bene patrimoniale, ma come strumento di sicurezza sociale, protezione e bene condiviso.