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Brescia
di ELISA GARATTI 09 mag 10:32

Vicariato III: verso le unità pastorali

Don Leonardo Farina è il vicario episcopale di un territorio che abbraccia due Valli (Valtrompia e Valsabbia) e il lago di Garda. Nel Vicariato III sono presenti otto zone pastorali, anche se una (la XXII della Valgobbia) di fatto coincide con l’unità pastorale di Lumezzane e potrebbe essere soggetta a revisione. Il dato di partenza è che, ad oggi, sono già operative cinque unità pastorali: nel 2014 è stata costituita l’up San Francesco d’Assisi (Cecina, Fasano, Gaino, Maderno, Monte Maderno e Toscolano); l’up Madonna della Rocca (Carpeneda, Collio di Vobarno, Degagna, Pompegnino, Teglie, Vobarno); l’up Sancta Maria ad undas (Anfo, Bagolino, Capovalle, Idro, Ponte Caffaro, Treviso Bresciano); l’up San Giovanni Battista (Lumezzane Fontana, Lumezzane Gazzolo, Lumezzane Pieve, Lumezzane S. Apollonio; Lumezzane San Sebastiano; Lumezzane Valle; Lumezzane Villaggio Gnutti); l’up suor Dinarosa Belleri (Cailina, Carcina, Cogozzo e Villa Carcina). Alcune comunità sono pronte a mettersi in gioco, anche perchè si rendono conto della situazione. Ci sono comunità che non hanno il prete residente, ma che comunque sono fiorite e ben organizzate. Sono complessivamente 22 le unità pastorali previste dal lavoro della Commissione creata, dopo il Sinodo, dal vescovo emerito Monari. “Stiamo valutando – spiega don Leonardo – il percorso. Rischiamo di costituire alcune piccole unità pastorali che, magari fra sette e otto anni, potrebbero essere chiamate ad ampliarsi per avere una maggiore vitalità. Nel 2021 non ne saranno costituite altre, ma 11 sono già a buon punto del loro cammino”.

Realtà diversificate. Parliamo di realtà molto diverse. In alcune abbiamo il presbitero coordinatore, in altre un unico parroco. “Quando parliamo di parroco, dovremmo imparare ad usare un’ottica diversa, non è più un parroco di una parrocchia ma è un prete coordinatore di un certo territorio. Questo non significa svilire la parrocchia. Avere un unico punto di riferimento facilita le cose ma è importante che questa figura del pastore-parroco sia capace di collaborazione con i confratelli.

Questo sta già avvenendo in alcune realtà, penso all’Alta Valsabbia dove c’è un gruppo di sacerdoti che sta lavorando molto bene insieme in una rete di collaborazione che va da Capovalle a Bagolino. Lì i sacerdoti, pur avendo la responsabilità di due o tre comunità, vivono la dimensione di collaborazione e di fraternità sacerdotale. In Alta Valtrompia (Tavernole, Cimmo, Pezzaze, Pezzoro, Lavone, Marmentino...) si sta pensando a una canonica e anche ad un eventuale punto pastorale che possa essere il riferimento un po’ per tutti i sacerdoti. Sono passaggi, però, che dobbiamo costruire insieme con le comunità. Sarebbe già pronta per la costituzione la Conca d’oro, ma il coronavirus ha rimandato tutto”. Lo stesso si può dire per Casto, Comero e Mura che ormai da anni lavorano tantissimo insieme. Vestone, Nozza, Lavenone e le Pertiche stanno portando avanti un buon lavoro di insieme come succede tra Gargnano e la Valvestino. Ci sono anche realtà grandi che vanno da Gavardo a Villanuova. Poi abbiamo Marcheno, Cesovo e Brozzo. Nel 2023 sarà la volta, probabilmente, di Bedizzole, San Vito di Bedizzole con Calvagese, Mocasina e Carzago. “Camminano bene anche le comunità di Nuvolera, Nuvolento, Serle e Castello di Serle o, in Valtrompia, Sarezzo, Ponte Zanano e Zanano. A Polaveno il nuovo parroco dovrebbe dare una nuova spinta”. Alcune sono ancora in una fase iniziale: Gardone Val Trompia, Inzino, Magno; Sabbio Chiese, Barghe, Provaglio; Tremosine, Tignale, Campione e Limone; Salò, Villa di Salò, Campoverde, Roè Volciano e Gardone Riviera (potrebbe lavorare anche con Toscolano).

ELISA GARATTI 09 mag 10:32