Social: un divieto per tutelare i più giovani
Nei giorni scorsi, il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer ha annunciato l'intenzione di introdurre un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni nel Paese, a partire dai primi mesi del 2027.
L'annuncio, che ha provocato un acceso dibattito nell'opinione pubblica e tra gli addetti ai lavori, è arrivato dopo una consultazione pubblica che ha ricevuto oltre 116mila risposte, nella quale 9 genitori su 10 si sono detti favorevoli a un'età minima per l'accesso ai social.
Il divieto sarà esteso a tutte le app "il cui scopo è quello di favorire l'interazione sociale e che consentono agli utenti di pubblicare materiale", come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X, anche se una lista completa delle piattaforme incluse nella misura non è ancora stata rilasciata.
Resteranno invece senza restrizioni i servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal, così come YouTube Kids, una versione di YouTube pensata per includere sistemi di parental control e per essere "sicura" per i bambini.
Il governo britannico punta a far approvare la legge entro Natale, con l’obiettivo di rendere il blocco effettivo a partire dai primi mesi del 2027 (probabilmente in primavera). Le aziende tecnologiche avranno un periodo di tre mesi per adeguarsi volontariamente prima che scattino gli obblighi di legge e le sanzioni. . L’autorità britannica per le comunicazioni è stata incaricata di condurre uno studio d’urgenza per stabilire quali sistemi di verifica dell’età (age verification) siano realmente efficaci e a prova di aggiramento.
“La sicurezza dei bambini e dei giovani nel mondo digitale è di primaria importanza. I giovani oggi affrontano molte pressioni, spesso aggravate da contenuti irrealistici e dannosi a cui hanno accesso online”. Il vescovo John Arnold, responsabile per la Comunicazione della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles ha commentato così l’annuncio dato ieri dal primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, sulla svolta radicale che il suo governo vuole dare per la sicurezza online dei minori con l’intenzione di introdurre una legge che stabilisce il divieto assoluto di accesso ai social media per tutti i minori di 16 anni.
“Quando si tratta di un uso responsabile e appropriato della tecnologia – rileva mons. Arnold – la protezione dei bambini e dei giovani è una responsabilità condivisa tra genitori, scuole, governo e società. Esorto tutti a collaborare per proteggere e porre la dignità della persona umana, in particolare dei bambini, dei giovani e dei vulnerabili, al centro degli sviluppi tecnologici e legislativi”.
Il vescovo inglese ha anche ricordato quanto affermato da papa Leone nell’enciclica “Magnifica humanitas”. Nell’era digitale, “un ordine sociale giusto nel tempo del digitale è quello che garantisce a tutti un accesso equo alle opportunità, protegge i più piccoli e i più fragili, contrasta l’odio e la disinformazione, sottopone a controllo pubblico l’uso dei dati e delle tecnologie, così che il criterio non sia il solo profitto ma la dignità di ogni persona e il bene dei popoli”.