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di MASSIMO VENTURELLI 09 nov 13:16

Animo, animo! Oltre le paure

“Se cercate una biografia completa, analitica ed esaustiva di don Giacomo Vender, cercatela dove lui ha seminato bontà, misurato le miserie umane, raccolto il peso delle paure, sognato cieli e terre nuovi, immaginato al che di là del fiume, tra gli alberi radi di una periferia destinata a diventare in fretta città, ci fosse l’inchiostro adatto per scrivere quel che era giusto scrivere”. Sta in queste poche parole che aprono la pubblicazione tutto il senso di “Animo, animo”, la nuova fatica letteraria di Luciano Costa, giornalista di lungo corso, dedicata alla figura di don Giacomo Vender. Il libro, che senza la recrudescenza della pandemia avrebbe dovuto essere presentato in questi giorni, non è di quelli da prendere e da infilare nella libreria, in attesa di essere letti.

Pagine. Le pagine messe insieme da Costa aiutano, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, a nutrire la speranza che, appunto, ci sia sempre “un di là dal fiume” in cui sia possibile ricominciare. Il libro, al di là della sua importanza storico-pastorale (accanto a vicende storiche che si intrecciano con quelle personali del sacerdote, c’è anche il racconto di un modo significativo di essere Chiesa, ndr), ha il pregio di potere essere letto anche da chi non ha conosciuto don Vender o ne ha solo vagamente sentito parlare perché nell’Oltre Mella c’è una via che porta il suo nome. Leggendo tra le righe della pubblicazione emerge chiara l’indicazione di come si possa vivere attivamente, senza lasciarsi schiacciare dalle paure e dalle incertezze i giorni attuali che tutto sono, fuorché rassicuranti e che per tanti aspetti richiamo quelli della vita terrena di don Vender da Lovere, diventato prete, poi cappellano militare per stare al fianco di tanti giovani mandati al fronte, e poi ancora “ribelle per amore” in giorni in cui il virus del nazifascismo mieteva troppe vittime; vicino, poi, ai tanti ultimi che la guerra aveva lasciato anche nelle contrade di Brescia, scegliendo di essere parroco tra le baracche che costellavano la periferia urbana appena al di là del Mella, capace di costruire tra queste una Chiesa accogliente, anche se povera, e di mostrare e praticare la misericordia .

Percorso. Di tutto questo sono costellate le pagine di “Animo, animo! Ricordando don Giacomo Vender. Sacerdote. Cappellano militare. Ribelle per amore. Prete tra gli sfrattati. Parroco. Cittadino esemplare”. L’autore ha immaginato il racconto della vita del sacerdote come un percorso in dieci tappe, in cui, però, si procede a ritroso, dai giorni della scomparsa di don Vender, avvenuta il 28 giugno 1974, e della vasta eco che la sua morte aveva creato in tutta la comunità bresciana, non solo in quella diocesana. Ma è dalla lettura delle altre nove tappe del percorso ideato da Costa che si comprende il perché di quel sentimento diffuso di cordoglio, di dolore ma anche di lode e di gratitudine, che segnò i giorni della scomparsa di don Vender.

Fede. Leggere le tappe di questo percorso non è solo un viaggio nella memoria che può interessare chi ha conosciuto il sacerdote, ma è anche un esercizio di astrazione per comprendere che non c’è difficoltà e ostacolo che possa fermare il cammino verso il bene, la carità e la giustizia, soprattutto se questo è sostenuto dalla forza della fede.

Contributi. Ad arricchire e dare ancora più senso alle pagine del libro di Costa, oltre a una riflessione del vescovo Tremolada che parla della vita e della missione di don Vender come di testimonianza di “donazione sacerdotale sempre viva, attuale ed entusiasta”, anche quello che forse è l’ultimo scritto di Cesare Trebeschi, scomparso il 10 aprile di quest’anno. Conosciuta l’intenzione di Luciano Costa di volere mettere mano a un libro su don Giacomo Vender, l’ex sindaco di Brescia prese “carte e penna” e indirizzo qualche riga all’autore per sottolineare l’importanza di continuare a scrivere sul “prete degli sfollati”, non tanto per ampliarne la bibliografia già abbondante, ma riattualizzare la pienezza della sua missione di uomo e di sacerdote. “Animo, animo!” raggiunge lo scopo. Da leggere!

MASSIMO VENTURELLI 09 nov 13:16