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Brescia
di CHIARA FORTE 29 ott 10:43

I giorni migliori di Zehra Doğan

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Al museo di Santa Giulia, sarà presentata una mostra dell'artista Zehra Doğan, dal comune di Brescia e la fondazione Brescia Musei. La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 novembre 2019 al 6 gennaio 2020.

Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, diretta da Stefano Karadjov, presentano, nel Museo di Santa Giulia, la personale dell’artista e giornalista curda Zehra Doğan (Diyarbakir, Turchia, 1989) “Avremo anche giorni migliori – Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche”. Si tratta di un progetto originale curato da Elettra Stamboulis aperto al pubblico da sabato 16 novembre 2019 al 6 gennaio 2020. Dopo il grande successo della performance al Tate Modern di Londra, l’artista è ora protagonista di una potente esposizione, in occasione della sua partecipazione al Festival della Pace, organizzato dal Comune e dalla provincia di Brescia.

La mostra, affronta tematiche e motivi ricorrenti, mostrando l’ampia gamma di tecniche utilizzate per produrre opere d’arte: oggetti inconsueti, estremamente fragili, ma di grande potenza espressiva. Ci sono circa 60 opere inedite, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell’artista nelle carceri di Mardin, Diyarbakir e Tarso, dove è stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una fotografia scattata da un soldato turco.

Una prima sezione della mostra è dedicata alle macchie. A partire da esse l’artista delinea un immaginario simbolico, dominato dalla figura umana di cui si esaltano componenti specifiche come occhi, mani e attributi. La figura femminile, costituisce la seconda sezione di questo itinerario, dedicando alla donna la parte più vasta della sua produzione. Conclude la mostra un nucleo di opere create dopo l’esperienza in carcere.

Zehra Doğan è stata rilasciata il 24 febbraio 2019. La sua storia di artista dissidente ha da subito raccolto l’interesse e la solidarietà del mondo dell’arte internazionale, tanto che Banksy le ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall.

La mostra è resa possibile grazie all’impegno del web magazine Kedistan (“Il Paese dei gatti” in turco) che ha curato il salvataggio e il trasporto delle opere di Zehra Doğan dalla Turchia.

CHIARA FORTE 29 ott 10:43