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di MASSIMO VENTURELLI 02 apr 11:33

Conoscere l'autismo

Dall’incontro tra la poesia di Franca Grisoni (nella foto) e la fotografia di Adriano Treccani è nato “Il filo srotolato”, un libro che, proprio attraverso i linguaggi artistici dei due autori, racconta l’autismo e i suoi protagonisti in maniera nuova, emotiva. Il progetto nasce da un’idea del Fobap per dare voce, proprio attraverso la poesia e la fotografia, alle persone con disturbo dello spettro autistico e per porre l’attenzione sulla necessità di un cambiamento del contesto sociale attuale per rispondere alle loro esigenze di partecipazione ed inclusione a tutti i livelli, sottolineando il valore della loro vita. Il libro, edito da Scholé, rappresenta in occasione della giornata della consapevolezza dell’autismo che si celebra il 2 aprile, un tassello in più nella sensibilizzazione di un tema importante come quello dei disturbi dello spettro autistico, un tassello volto a costruire una società realmente inclusiva e rispettosa dei diritti e delle persone con autismo, un tassello che serve anche a contrastare i numerosi pregiudizi e stereotipi che circondano ancora oggi le persone con autismo.

La poetessa Francesca Grisoni e il fotografo Adriano Treccani ci danno in questo libro una cifra straordinariamente delicata e nuova per leggere l’esperienza dell’autismo in una chiave di bellezza e di speranza. Il testo è introdotto da una prefazione di rara profondità di Arnoldo Mosca Mondadori, a sua volta scrittore e poeta, curatore fra l’altro delle opere della poetessa Alda Merini che per il libro usa queste parole: “La poesia della Grisoni entra con delicatezza infinita nel mistero (...) Negli scatti presenti in queste pagine la luce raggiunge satura di umanità esposta, ingenua, senza veli. Accanto all’immagine, parole in poesia, anche loro vibranti di vita e tremanti di paura. Arrivano al cuore queste fotografie, lo muovono con una forza fisica”. La chiusura della pubblicazione è affidata a Giorgio Grazioli, presidente di Anfass onlus Brescia, che così scrive nella postfazione: “Molte sono le ragioni di soddisfazione per Anffas Brescia di fronte a un libro che bene interpreta la straordinaria cura messa in campo ogni giorno dalle famiglie, dagli operatori, dai terapisti, dagli insegnanti e da tutti coloro che a vario titolo sono vicini ai nostri ragazzi. Tutti insieme ci auguriamo che il volume sia veicolo di civiltà e di speranza, perché di disabilità si parli e perché inclusione (e non esclusione) concretamente si sostenga e si faccia con i mezzi che occorrono”.

MASSIMO VENTURELLI 02 apr 11:33