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Rezzato
di ELISA GARATTI 04 set 2023 14:24

Dentro un bunker per non dimenticare

Da fuori, una cantina. Da dentro, un bunker (e non solo). Un mix singolare: enologia e arte bellica, vino e bombe.

Alle Cantine Torreggiani di Treponti di Rezzato, sede del Museo di Storia patria, durante il weekend, è stato possibile vivere un’esperienza visiva e uditiva di bombardamento simulato (frutto delle analisi dei Ricercatori dell’Università del Sussex e degli effetti creati dal Cinesound degli Studios cinematrografici americani). Tra sirene, esplosioni e crolli, polvere che si alza e luci che si muovono sotto i colpi delle bombe, è stato un tuffo in quel passato duro, di guerra, di pericolo e di impotenza. Proprio quell’impotenza che si prova a stare chiusi sotto le macerie, senza sapere se sarà ancora possibile uscire da quel rifugio, senza conoscere le sorti di chi, sciagurato, è rimasto sotto la pioggia di ordigni.

Dieci minuti intensi, dove ci si può davvero immergere e immedesimare in un tempo di morte. Infatti, varcata la soglia del bunker e tornati al 2023, a quel presente del vino (si accede infatti alla cantina con le botti della Cantina Torreggiani), si è scossi. Si lascia spazio ai pensieri, ognuno per conto pronto, a fare un bilancio di quello che è stato. Il pensiero, almeno personalmente, non è potuto non andare anche al fronte ucraino che da più di un anno è preso d’assalto dai russi: quelle immagini viste in tv o sui social media possono ora essere riviste e rilette sotto una chiave diversa, quasi come a dire “so quello che si prova”.

Certo, la simulazione non è da confondere con la realtà, ma è educativa. E non è un caso se Michele Torreggiani, factotum del Museo e guida dei visitatori durante quest’esperienza, fa riferimento ai tanti bambini che, dopo essersi immersi totalmente nel bombardamento, si chiedono piangendo se ci siano ancora le loro case. Un’esperienza che lascia il segno, che fa “soffrire” per quanto male - ora toccato con mano - è stato fatto. E questa volta - perché spesso nell’oblio ci sono caduti pure i carnefici -, nelle stanze del museo, gli artefici di questo male hanno un nome e cognome. Fotografie, abbigliamento militare, cartine, armi e tattiche. Ai piani superiori del Museo c’è una vera e propria ricostruzione di quello che era il ritrovo delle menti naziste.

Una serata di storia (la più variegata, vista l’epopea attraversata dalla villa. Dal periodo di Garibaldi a quello di Napoleone, da D’Annunzio a Mussolini e al Nazismo, dalla liberazione fino agli anni dell’abbandono e del recupero frutto della famiglia Torreggiani), ma soprattutto di impegno morale. “Per non dimenticare” è il motto del museo. Un intento reale, nel vero senso della parola, perché questa volta si è potuta davvero toccare con mano i tragici effetti della devastazione bellica. Esperimento riuscito.

ELISA GARATTI 04 set 2023 14:24