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di VITTORIO BERTONI 09 giu 15:19

Emergenza sanità. Emergenza libertà

In modalità webinar, il terzo e ultimo incontro promosso dal Centro Studi San Benedetto. Il presidente Marco Nicolai: "Passata si spera la fase sanitaria più acuta è tempo di chiederci se la cura non risulti peggiore del male"

Che significato assume la parola emergenza, entrata causa Covid-19 nel nostro linguaggio comune, quando si accompagna a temi che riguardano la sanità, la libertà e l'economia? Hanno provato a dare una risposta, in modalità webinar, Nicola Argeo Mastropietro, presidente dell'associazione Essere Liberali, Marco Nicolai, presidente del Centro Studi San Benedetto, Pierluigi Battista, scrittore e giornalista del Corriere della Sera e Oscar Giannino, giornalista economico e conduttore di Radio Capital.

"Sono temi – afferma Mastropietro - di massima attualità che hanno coinvolto tutti. La situazione legata alla pandemia ci ha fatto riflettere su come in breve tempo sia cambiata la percezione di quelli che pensavamo fossero i nostri diritti imprescindibili, inalienabili e inviolabili, li abbiamo visti intaccati nella nostra libertà di movimento e individuale". Una emergenza dovuta forse anche a tanta impreparazione. "La fase emergenziale legata alla salute sta progressivamente lasciando il posto a quella economica con la quale temo dovremo fare i conti per i prossimi mesi". E la paura rimane. "Passata si spera la fase sanitaria più acuta – dichiara Nicolai – è tempo di chiederci se la cura non risulti peggiore del male. Se cioè l'emergenza libertà sia stata di fatto accettata dai cittadini, senza preoccuparsi della legittimità degli atti che la sancivano". Centra anche qui la paura, ma pure la mancanza di una corretta informazione che consenta di giudicare l'adeguatezza delle scelte compiute.

"La privazione della libertà per salvaguardare la vita, ma non la vita intesa nella sua qualità e dignità. Piuttosto, come afferma Riccardo Bonacina, la vita in quanto 'nuda vita', nella quale una task force di 450 persone, una tecnocrazia medica e in parte anche finanziaria, entra nella dimensione puramente persuaviva delle scelte che può o non può fare una persona". Cercare di capire se queste preoccupazioni sono reali o non lo sono. "Il grande collasso dell'immagine della scienza – spiega Battista - è avvenuto perchè qualcuno ha fatto scelte sbagliate". Negare la libertà è la cosa più semplice. Scegliere e orientare è fare davvero politica. "Tutte le scelte fatte e che si continuano a fare sono dominate dalla necessità della paura. Per paura abbiamo rinunciato ad alcune libertà fondamentali, ci siamo attenuti scrupolosamente alle regole. L'eccesso di paura crea una diminuzione drastica di libertà, ne usciremo sicuramente peggiori perchè ci hanno abituato all'idea di non poter essere liberi". Riflettere su quello che è accaduto non tanto e non solo perchè non accada più, quanto per difendere la libertà. "Oggi è il tema economico – sottolinea Giannino – a invadere pesantemente la scena, ma questa situazione è figlia di una duplice scelta di cinismo politico che ha consentito al Governo, a fine gennaio, di attribuirsi poteri straordinari. I decreti sono stati assunti senza sentire le imprese, la cassa integrazione e il decreto liquidità sono stati fallimenti annunciati".

Le conseguenze sull'economia rischiano di essere incalcolabili. "Al Governo tutto questo sembra non interessare. Non voglio essere catastrofico, è il realismo che mi spinge a fare queste affermazioni". Potevano i nostri governanti fare altrimenti? Certamente sì, secondo i relatori. Cominciando almeno da una sana autocritica. Se altri Paesi hanno preso decisioni diverse dalle nostre con risultati migliori, è a loro che bisogna guardare.

VITTORIO BERTONI 09 giu 15:19