Alla Pinacoteca Il buon Samaritano del Romanino
Dal 13 ottobre, la Sala VII della Pinacoteca Tosio Martinengo, dedicata alla devozione privata, accoglie Il buon Samaritano di Girolamo Romani, detto Romanino. L’opera è stata acquistata dalla Fondazione Tassara con l’intento di renderla fruibile al pubblico e concessa in comodato a Fondazione Brescia Musei, entrando così stabilmente nel percorso espositivo del museo.
La nuova acquisizione si inserisce nel lavoro di arricchimento e aggiornamento delle collezioni condotto da Fondazione Brescia Musei dal 2019: con questo dipinto salgono a 27 le opere entrate nella Pinacoteca attraverso acquisizioni e depositi, contribuendo a rinnovare l’allestimento e ad ampliare le possibilità di lettura del patrimonio artistico cittadino. Il progetto di destinare l’opera alla collezione civica ha preso forma durante la preparazione della mostra Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552, nel 2024, nella quale il dipinto era stato esposto.
Di particolare interesse è il soggetto raffigurato, raro nella pittura del Rinascimento italiano. La parabola evangelica del Buon Samaritano, incentrata sul valore della charitas, richiama il tema della solidarietà e dell’assistenza ai più fragili, profondamente radicato nella Brescia del Cinquecento, quando la città vide la diffusione di ospedali, confraternite e istituzioni caritative. La destinazione originaria del dipinto non è ancora nota; nel XVIII secolo l’opera risulta documentata nella collezione della famiglia bresciana Maffei.
La collocazione nella Sala VII consente inoltre di approfondire il dialogo tra Romanino e gli altri protagonisti della pittura bresciana della prima metà del Cinquecento. Il dipinto si affianca infatti al San Gerolamo e al Cristo portacrocedello stesso artista, offrendo un ulteriore elemento per comprendere la sua ricerca pittorica, caratterizzata da un intenso naturalismo e da una particolare forza espressiva. L’opera entra così in relazione con un nucleo di dipinti legati alla devozione privata, accomunati dall’attenzione per la realtà quotidiana e dalla capacità di avvicinare l’osservatore balla narrazione sacra.
L’ingresso de Il buon Samaritano testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni e soggetti del territorio nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Attraverso l’acquisizione e il comodato, la Fondazione Tassara ha scelto di rendere un’opera di grande rilievo accessibile alla collettività, contribuendo ad arricchire la collezione civica e a rafforzare il legame tra patrimonio artistico e comunità.
(Foto Comune di Brescia)