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Gardone Riviera
di VITTORIO BERTONI 31 lug 00:00

Il rock sempre brillante di Patti Smith

La cara vecchia Patti Smith lascia ancora il segno. In un Vittoriale stracolmo, dove le generazioni si passano il testimone, la sacerdotessa del rock americano ha fatto risuonare la sua musica senza tempo

Il concerto ha celebrato i 40 anni del primo disco “Horses” e la lista delle canzoni è stata modulata sulle sue tracce in una lunga cavalcata che da lenta è divenuta progressivamente più scatenata. Accompagnata dalla sua affiatatissima band, via via sono sfilati “Gloria” di Van Morrison, “Redondo Beach”, “Birdland”. Un momento di pausa per far salire alcuni bambini sul palco. “Scusatemi - si giustifica Patti – sono una mamma anch'io”. E poi di corsa, “Kimberly”, “Break it up”, dove la cantante ricorda di aver sognato Jim Morrison che, legato come Prometeo, vuole liberarsi dalla sua prigionia, “Land” che evoca un galoppo sfrenato, con la gente che dalla platea e dalle gradinate si riversa sotto il palco cantando e danzando.

C'è tempo ancora per “Elegie”, scritta pensando a un altro grande, Jimi Hendrix, “Privilege” e “I'm waiting for the man” che lascia interpretare alla sua band mentre si concede, giù dal palco, un bagno di folla. Il finale è sulle note dei successi senza tempo come “Because the night” regalatale da Bruce Springsteen e “People have the power”. Il concerto si chiude con “My generation” degli Who e Patti mette in scena un rito d'altri tempi, caro agli amanti del rock duro, strappando le corde della chitarra una ad una. L'ovazione del pubblico non lascia spazio a equivoci: Patti Smith incanta ancora.
VITTORIO BERTONI 31 lug 00:00