lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Nave
di ROMANO GUATTA CALDINI 25 set 13:23

Le calze in fondo al letto

Se siete degli asettici cultori della forma o di quelli che la sera non fanno mai tardi e non arrivano al lavoro trafelati, e per giunta con indosso un paio di calzini spaiati, allora lasciate perdere. Questo libro non fa per voi. Anzi no, forse, proprio data questa vostra natura è meglio che lo leggiate. Se siete ancorati alle vostre granitiche certezze sulla vita, vi consigliamo vivamente la lettura di queste 58 pagine, in grado di disvelare un mondo sconosciuto ai più. Si tratta de “Le calze in fondo al letto” (Edizioni La Caravella), opera prima di Elisa Pellegrinelli, giovanissima navense e collaboratrice di “Voce”.

Il racconto. Chi siamo noi per decidere chi è normale e chi è diverso? Succede talvolta, più spesso di quanto possiate immaginare, che la realtà, la nostra routine quotidiana, venga sconvolta per sempre. Tutti i valori e i riferimenti a cui ci siamo sempre aggrappati decadono. Accade così che i confini fra la normalità e la diversità si facciano sempre più labili, aprendoci nuovi orizzonti. È quanto succede a Marco Normali, protagonista di questo romanzo fatto di amori perduti, parentele improvvise e, soprattutto, di pregevoli pennellate che ci restituiscono un mondo parallelo − o almeno per taluni − ma reale. In una cittadina del Nord Italia, il trentatreenne sta cercando, dopo la morte del padre, di ricostruire la sua vita da zero: una nuova casa, un nuovo lavoro e una ragazza da dimenticare. In una sola giornata, però, tutto si trasforma. Ciò che lui ha sempre dato per certo, come ad esempio un parcheggio o una scala, assume contorni diversi, grazie all’incontro fortuito con personaggi ordinari nella loro straordinarietà. C’è lo psicologo con la sindrome di “Tourette” che, nonostante le esternazioni poco consone al contesto, svolge egregiamente il suo lavoro. C’è poi il cosiddetto “diversamente abile” che mostra a Marco come certe mancanze infrastrutturali possano andare a discapito anche di chi cammina tranquillamente con le proprie gambe. E che dire dell’appuntamento con la commercialista, lei, felice di vivere fra i conti precisi e le dolci stranezze della sindrome di down. In questo trascinarsi stanco e stupito il nostro incontrerà tante altre persone. Qualcuno è sordomuto e altri sono ossessionati dall’igiene, ma tutti vivono la propria esistenza con una serenità disarmante. Quella che manca al protagonista, ormai fagocitato da un profondo senso di inadeguatezza. Solo la scoperta che la bellezza del mondo risiede nella diversità può salvarlo. È uno sguardo diverso sul reale. Come quello del Servo di Dio Jérôme Lejeune, medico, scopritore della trisomia 21, pioniere della genetica clinica e strenuo difensore della vita umana: “Papà − scriveva la figlia Clara − ha soprattutto uno sguardo. I suoi occhi azzurri scintillano di intelligenza e di umorismo e vi guardano con infinita tenerezza. Sono tuttavia esigenti perché amano la verità. Cercano instancabilmente il perché e il come di ciò che vedono”.

(Il volume può essere ordinato sul sito dell’editore, www.lacaravellaeditrice.it, come anche su www.mondadoristore.it).

ROMANO GUATTA CALDINI 25 set 13:23