lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di REDAZIONE 24 set 2026 11:59

Le memorie che parlano

Quindici storie, quindici vite da incontrare senza la mediazione di una pagina scritta. Sabato 26 settembre 2026, dalle 14.30 alle 18.30, Palazzo Averoldi, in via Moretto 12 a Brescia, ospita “Le memorie che parlano. Le voci che non ti aspetti. Le storie che non dimentichi”, una grande Biblioteca Vivente nella quale persone portatrici di esperienze particolari diventano “libri” da consultare, in un percorso pensato per favorire l’ascolto, l’empatia e il superamento dei pregiudizi. Ogni racconto avrà la durata di circa quindici minuti. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Call to Action promossa da Fondazione della Comunità Bresciana in collaborazione con Fondazione Cariplo, un percorso di coprogettazione che ha coinvolto 94 organizzazioni del territorio bresciano, suddivise in cinque aree territoriali, con 500 mila euro messi complessivamente a disposizione per sostenere progetti capaci di rafforzare la coesione sociale, costruire nuove alleanze e sperimentare pratiche educative, culturali e inclusive. In particolare, “Le memorie che parlano” è una delle azioni di “Tracce: narrazioni, cammini, esperienze”, il progetto sviluppato dal gruppo “Brescia. Dentro le Mura Venete”.

La rete riunisce una ventina di enti attivi sul territorio e nasce con l’obiettivo di riattivare gli spazi del centro storico trasformandoli in luoghi di incontro, scambio e dialogo sociale. Il filo conduttore è quello delle “tracce”: memorie personali, racconti della città e visioni del futuro che, intrecciandosi, compongono un mosaico collettivo della comunità bresciana. La Biblioteca Vivente costituisce il cuore dell’azione dedicata alle memorie e alle narrazioni personali, con particolare attenzione alle esperienze che rischiano di rimanere ai margini del racconto pubblico. Non storie esemplari in senso astratto, dunque, ma incontri con persone reali e con vicende capaci di mettere in discussione stereotipi e giudizi precostituiti. Il progetto ha coinvolto anche le scuole, attraverso un percorso laboratoriale dedicato alla memoria, all’inclusione e all’accessibilità. Gli esiti di questo lavoro saranno presentati a Palazzo Averoldi con un banchetto dedicato ai libri tattili prodotti durante le attività: il pubblico potrà sfogliarli e toccarli con mano, accompagnato dai referenti di Mus-e, Palazzo Monti e UICI - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha inoltre tradotto alcune pagine in Braille. Una proposta pensata anche per i bambini, che consentirà di sperimentare in modo concreto forme diverse di lettura e di accesso ai contenuti. I visitatori potranno scegliere tra quindici racconti, distribuiti negli spazi di Palazzo Averoldi e proposti in diversi orari nel corso del pomeriggio. Si parlerà di salute e malattia, disabilità, dipendenze, fragilità familiari, lutto, cura, volontariato, inclusione e capacità di ricostruire la propria vita. Tra le testimonianze ci sono quelle di Alessia e Lucrezia, che in “Oltre la bilancia” raccontano il proprio percorso attraverso l’obesità, i pregiudizi e la riconquista di una nuova qualità della vita; Morena, protagonista di “No limits”, sopravvissuta a tre eventi potenzialmente fatali; e Raquel e Luca, madre e figlio, che in “Disabilità e famiglia” attraversano diagnosi, difficoltà e conquiste quotidiane legate all’autismo. Ci sono poi la storia di Gina, che trova il coraggio di raccontare un episodio di molestie sul lavoro; quella di Erwan, cresciuto come “figlio di vetro” in una famiglia segnata dalla malattia; il percorso di Loredana, che trasforma il dolore per la perdita dei genitori in una vocazione alla cura; e quello di Cami, che scopre nel volontariato e nel lavoro di assistenza quanto sia importante, prima di tutto, vedere e ascoltare la persona fragile. Altre storie affrontano il tema delle dipendenze e della possibilità di cambiare insieme agli altri, come “Bruno e Brescia” e “Et in Arcadia ego”; oppure quello della malattia improvvisa, con Massimo, colpito da un ictus durante una gara di triathlon e costretto a “reimparare” la propria vita. Particolarmente intensa è anche “Continuare a vivere”, la testimonianza di Liliana, una madre chiamata ad affrontare la perdita improvvisa della figlia Roberta. A chiudere idealmente il percorso sono due racconti nei quali la fragilità incontra in modo diretto il tema della dignità: Gianni, ospite del Rifugio Caritas, racconta in “Profumo di cura” una vita condizionata dalla strada ma non definita da essa; Maria Luisa, in “La mia storia... una storia come tante”, ripercorre con lucidità e ironia oltre mezzo secolo vissuto con la disabilità, tra conquiste di autonomia e cambiamenti della società. Non tutte le testimonianze saranno affidate direttamente alla voce dei protagonisti. Tre racconti saranno restituiti al pubblico attraverso la lettura degli attori di Spazio H.Vox: “Continuare a vivere”, la storia di Liliana; “Profumo di cura”, la storia di Gianni, ospite del Rifugio Caritas; e “La mia storia… una storia come tante”, la testimonianza di Maria Luisa.

Ad accompagnare il pomeriggio sarà anche la musica della Scuola di Musica Santa Cecilia: alle ore 15 è prevista un’introduzione musicale, seguita da brevi interventi tra una narrazione e l’altra; alle ore 18 un breve concerto finale chiuderà idealmente il percorso della Biblioteca Vivente. Le quindici narrazioni sono il risultato del lavoro di numerose realtà del territorio: Fondazione Poliambulanza e Spazio H.Vox hanno curato “Oltre la bilancia”, “No limits”, “Disabilità e famiglia” e “Io ero. Ora sono”; Progetto Itaca Brescia OdV “La mia storia non mi definisce… ma il coraggio di raccontarla sì” e “Le rêve d’un autre”; Poliambulatorio Sant’Angela “Corpo, mente, ambiente & società” e “Dalle reti informatiche alle reti umane”; IAL Lombardia - sede di Brescia “La vostra forza è la mia forza” e “Io ti vedo”; A.C.A.T. Brescia OdV “Bruno e Brescia” ed “Et in Arcadia ego”; Anteas Brescia APS “Continuare a vivere”; Cooperativa Sociale Kemay “Profumo di cura”; Cooperativa Sociale Nikolajewka “La mia storia… una storia come tante”. A dare forza all’iniziativa è proprio la pluralità dei soggetti coinvolti: realtà sanitarie e sociosanitarie, associazioni di volontariato, cooperative sociali, enti culturali e formativi che, all’interno della Call to Action, hanno scelto di costruire insieme un racconto della città a partire dalle persone. COME PARTECIPARE “Le memorie che parlano” si svolgerà sabato 26 settembre 2026, dalle 14.30 alle 18.30, a Palazzo Averoldi, in via Moretto 12 a Brescia. La Biblioteca Vivente propone 15 diverse storie, distribuite in più sale del palazzo. Ogni storia viene proposta tre volte nell’arco di un’ora, con incontri della durata di circa 15 minuti. Il pubblico può quindi scegliere quali testimonianze ascoltare consultando il programma e presentandosi nella sala indicata per uno degli slot disponibili. Le storie sono organizzate secondo questo schema: ore 15.00 – 15.20 – 15.40: “Oltre la bilancia”, “Corpo, mente, ambiente & società”, “Dalle reti informatiche alle reti umane”, “Bruno e Brescia” e “Continuare a vivere”; ore 16.00 – 16.20 – 16.40: “No limits”, “La mia storia non mi definisce… ma il coraggio di raccontarla sì”, “La vostra forza è la mia forza”, “Et in Arcadia ego” e “Profumo di cura”; ore 17.00 – 17.20 – 17.40: “Disabilità e famiglia”, “Le rêve d’un autre”, “Io ti vedo”, “Io ero. Ora sono” e “La mia storia… una storia come tante”. Gli incontri si tengono contemporaneamente nelle Sale A, B, C, D e nella Sala Grande di Palazzo Averoldi: sarà quindi possibile comporre liberamente il proprio percorso scegliendo, nei diversi orari, le storie che si desidera incontrare. Nel corso del pomeriggio sarà inoltre possibile visitare il banchetto dei libri tattili realizzati nel percorso con le scuole, con la presenza dei referenti di Mus-e, Palazzo Monti e UICI. L’attività è adatta anche ai bambini.


REDAZIONE 24 set 2026 11:59