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Brescia
di LUCA SCARPAT 15 mag 2026 15:07

Oltre: Scenografie di una città che cambia

L’inaugurazione della mostra è prevista nel pomeriggio di sabato 16 maggio (alle ore 18, ingresso libero presso la Cavallerizza-Centro della fotografia italiana di via Fratelli Cairoli 9) e “Oltre. Scenografie di una città che cambia” offrirà un interessante allestimento di circa 140 opere preparate da una settantina di artisti: il tutto è inserito nel prestigioso cartellone del “Brescia Photo Festival 2026”. Dal 17 maggio al 14 giugno questo progetto curato, voluto e partecipato dalla Accademia di Belle Arti SantaGiulia, ha l’ambizioso compito di offrire al pubblico la città di Brescia in un’ottica di cambiamenti futuri immaginati e resi reali, con varie tecniche e con diverse soluzioni, dai giovani che hanno usato la fotografia come lente per esplorare il passato, vivendo il presente e immaginando il futuro di uno spazio urbano in continua evoluzione. 

  L’iniziativa è il frutto di un profondo percorso di ricerca sulla cultura visuale intrapreso dall’Accademia di Belle Arti SantaGiulia, che ha selezionato oltre 140 fotografie – su oltre 280 realizzate – firmate da una settantina di giovani artisti. La curatela della mostra è stata affidata a un team di sei studentesse del primo anno del Biennio specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte (Alessia Bellini, Elena Magnisi, Sofia Mambrini, Laura Rusconi, Annachiara Spelta e Chiara Tabarelli), supportate in questa loro prima esperienza dal coordinamento scientifico del professor Massimo Tantardini affiancato dall’esperienza e capacità curatoriale di Beatrice Ravelli e di Camilla Remondina, docenti dell’Accademia.

 Interessanti e sentite le considerazioni emerse durante la conferenza stampa di presentazione di questa mostra da parte di chi ospiterà la stessa (la Cavallerizza), di chi ne ha curato e in varo modo seguito l’allestimento: “Nel 1967 ho cominciato a occuparmi di fotografia – ha affermato Renato Corsini, direttore della Cavallerizza – e se allora si cavalcavano vari slogan per affermare che “la parola è morta, viva l'immagine”, oggi che spesso l’oggettività dell’immagine ha perso di credibilità, viene rivalutato il ruolo della parola per definire cosa è la fotografia. Una mostra come questa – ha ancora sottolineato Corsini – permette di vedere le opere senza parole, comprendendo davvero la fotografia contemporanea”. Le immagini esposte restituiscono infatti un mosaico complesso di Brescia: si va dall’analisi di dati su demografia e flussi quotidiani, ai paesaggi deserti figli dell’esperienza pandemica, al degrado urbano, ai reportage e allo sguardo libero e fiabesco dell’infanzia.

 “Mettere insieme questa pluralità di linguaggi è stata una sfida – ha poi affermato Elena Magnisi, una delle studentesse curatrici della mostra –: “Non è stata una mostra facile e per molti di noi questa era una prima esperienza. È stato difficile delineare un progetto comune – ha quindi affermato Elena – ma il nostro obiettivo era far vedere una città che cambia”. Sullo stesso tono le parole dell’insegnante Camilla Remondina che ha sottolineato come le difficoltà per i ragazzi siano state anche quelle di “Mettere ordine dove c'è il caos”, ricordando quindi che l’esposizione evoca la memoria di Brescia, "Ma con i giovani si costruisce il futuro della città”. Massimo Tantardini, vicedirettore dell’Accademia, ha poi evidenziato come l’esposizione delle opere in Cavallerizza cerca di narrare qualche cosa che possa superare il primato della parola, ricordando che “Il compito delle immagini quello di colpire ed entrare nella dimensione che provoca emozione”. Una vitalità che anche Francesco Tomasini, Consigliere delegato alle attività culturali in seno al Comune di Brescia, definisce come “Davvero gratificante”, lodando la capacità delle immagini di mostrare i luoghi nel tempo e di restituire l’idea di una città futura.

Ilaria Bignotti, direttrice artistica per i progetti d’per conto del Comune di Brescia, ha definito l’iniziativa come “Una mostra capace di narrare la metropoli e che vale come struttura di pensiero”. Paolo Sacchini, Direttore dell’Accademia SantaGiulia, ha chiosato gli interventi ricordando la missione civica dell’Istituzione verso i propri “Artisti in nuce”: l’obiettivo è quello di “Formare operatori dell’immagine – ha affermato Paolo Sacchini – per una città che cambia a beneficio dei cittadini”.

La mostra, patrocinata anche dal Gruppo Foppa e dal Comune di Brescia, sarà visitabile dal martedì al sabato (15-19) e la domenica (9.30-19.30).



LUCA SCARPAT 15 mag 2026 15:07