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Brescia
di SERGIO ARRIGOTTI 30 dic 08:30

Padre Ruggeri, un frate innovatore

Presentato dal Museo Diocesano un libro dedicato al francescano che raccoglie le sue opere e la sua biografia

Il Museo Diocesano di Brescia ha dedicato un incontro sabato 19 dicembre in modalità webinar a padre Costantino Ruggeri (1925-2007), “l’innovatore dell’arte sacra”. La suggestiva figura è stata illustrata attraverso la presentazione del libro “Padre Costantino Ruggeri artista francescano”, volume pubblicato da Silvana Edizioni che raccoglie la biografia e le opere del poliedrico artista bresciano presentate da Maria Antonietta Crippa. Il volume, 256 pagine arricchite da 180 illustrazioni, è un approfondimento di tutta la carriera artistica di Padre Costantino, artista poliedrico, pittore, scultore e costruttore di ben 30 chiese. Il frate francescano ha dato vita a un’architettura votata all’essenzialità: “Povertà è essenzialità, eticità, esaltazione dello spirito” scriveva padre Costantino, amico dei massimi rappresentanti dell’arte moderna italiana: da Fontana a Sironi, da Morandi a De Pisis, da Manzù a

Alla presentazione, oltre alla curatrice Maria Antonietta Crippa, docente del Politecnico di Milano, sono intervenuti mons. Gabriele Filippini, direttore del Museo Diocesano di Brescia, Luigi Leoni, presidente della Fondazione Frate Sole di Pavia e il Giorgio Azzoni, docente dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. A moderare l’incontro Alberto Cividati, della direzione artistica dello stesso Museo Diocesano. Dal libro emerge quanto sia stato importante Costantino Ruggeri. L’immensa mole dei suoi interventi, tra progetti integrali di chiese, adeguamenti e oggetti liturgici, migliaia di metri quadri di vetrate, per grandi santuari come per chiesine di quartiere in tutta Italia e in Europa, Africa e Giappone, garantisce “all’architetto di Dio” come lo ha definito mons. Filippini, un ruolo fondamentale nella storia dell’arte in ambito sacro e liturgico. “Un artista straordinario” ha ricordato l’architetto Leoni, storico collaboratore di Ruggeri e custode della sua memoria nella Fondazione Frate Sole “in cui sacerdote e artista si fondevano in maniera meravigliosa”. Di lui colpiscono e si ricordano moltissime vetrate, realizzate in vetro antico, “ampie vetrate, con effetti colorati portati su poli liturgici, soffitto, pavimento e panche, persino persone” scrive Maria Antonietta Crippa.

Per il francescano “la luce è la rivelazione di Dio” ha ricordato il prof. Azzoni presentando le sue opere di riferimento, alcune visibili anche nel Bresciano: nella chiesa di San Paolo in San Rocco a Palazzolo, a Darfo, a Bienno, fino ad arrivare al “trionfo dei colori” della Chiesa del Santuario del Divin Amore a Roma.

SERGIO ARRIGOTTI 30 dic 08:30