Premio di poesia dei patroni: vince Tornago
La vita è sogno, forse. Certo il sogno è carezza. Una carezza che troppo spesso arriva frettolosa e poi se ne fugge via. E a noi non resta che attendere che torni. Magari spegnendo la tivù, spegnendo le lampade di casa, facendo entrare la luce della luna. E lasciando che ci parli ancora una volta con la voce intima del nostro dialetto. Con "La cara de l'ensòme" Dario Tornago (Brescia) ha vinto la diciannovesima edizione del Premio di Poesia dei Santi Faustino e Giovita promosso dalla Fondazione Civiltà Bresciana.
Al secondo posto si è piazzato Marco Gatti, sempre di Brescia, con "La sgarnéra": l’ingordigia degli uomini, le miserie e i pianti, i moralismi di facciata, le malignità che segnano i cuori, le fatiche che appesantiscono una vita che già di suo è un sentiero sconnesso… Tutto questo andrebbe
spazzato via a colpi di ramazza. Un dialetto vitale ed espressivo pesca nella tavolozza della sua memoria e diventa voce liberatoria.
Il terzo premio è andato a "Come el mar co la so s'ciöma" di Angelo Bergomi (Rovato): la delicatezza di una ragazza che si affaccia al limitare di gioventù, di un amore appena sbocciato che viene travolto dalla violenza di chi le diceva di volerle bene. Il dialetto di questa poesia è lo stesso parlato dai nostri nonni, filologicamente preciso, ma qui sa affrontare una tragedia attuale - il
femminicidio - che continua a segnare pesante i nostri giorni oggi.
Il primo premio al brano musicale con
"El vècio en paés" è andato a Federico Cantaboni (Brescia) con una canzone ben composta ed equilibrata, musicalmente delicata e gradevolissima, che racconta una
storia apparentemente minima - come tante ce n’è nelle nostre comunità - invitando a guardare con sguardo nuovo e affettuoso verso chiunque. Anche verso chi non appare vincente.
Il Premio “Costanzo Gatta” è stato assegnato alla poesia "La fiöla del re" di Graziella Abiatico (Poncarale): un dialogo immaginario tra padre e figlia lascia scorrere il ricordo di fatiche contadine, di affetti diventati
ormai memoria, di nostalgie per il fuggire degli anni. Ma una chiusa dal sapore fiabesco riscatta il dolore e regala un sorriso.
Ci sono state anche diverse segnalazioni di merito a: Giuliana Bernasconi (Alzheimer); Diego Arrigoni (Na bögàda de stèle); Pierluigi Dainesi (Amico per sèmper); Graziano Provaglio (La talamóra); Angelo Comparcini (N'alter pér de scarpe).