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Brescia
di REDAZIONE 12 ott 2026 15:03

Un tuffo nell’Assisi all’epoca di Francesco

Un viaggio indietro di otto secoli, quando Assisi era attraversata dalla voce nuova e radicale di Francesco. È la suggestione di "Tue so’ le laude. San Francesco, i Francescani e la musica", la sacra rappresentazione che l’Università Cattolica del Sacro Cuore propone alla città sabato 24 ottobre, alle 20.30, nella chiesa di Santa Maria in Calchera, nell’ambito della rassegna “I volti del Romanino: rabbia e fede”, realizzata in collaborazione con Cieli Vibranti.

L’appuntamento nasce nel contesto delle iniziative promosse dall’Ateneo e fortemente volute dalla rettrice Elena Beccalli per celebrare l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 4 ottobre 1226. Un anniversario particolarmente significativo per l’Ateneo fondato nel 1921 dal francescano padre Agostino Gemelli: quest’ultimo legato “biograficamente” alla provincia bresciana, avendo pronunciato i primi voti religiosi proprio nel convento di Rezzato, alle porte di Brescia. A ideare e realizzare la rappresentazione è Guido Milanese, professore ordinario di Letteratura latina nella sede bresciana della Cattolica, con l’ensemble genovese Ars Antiqua di cui è direttore.

L’idea è semplice quanto suggestiva: ricostruire il clima spirituale e culturale della prima esperienza francescana attraverso l’intreccio di parola e musica. Non un semplice concerto, ma una vera ricostruzione scenica, nella quale la musica diventa strumento per comprendere una stagione spirituale che cambiò profondamente la società e la cultura dell’Europa medievale. La voce di Francesco, unitamente a quella dei suoi primi biografi, tornerà così a risuonare nella chiesa, alternandosi alle musiche dell’epoca. I testi, tratti soprattutto dalla Vita prima, dalla Vita secunda e dal De miraculis di Tommaso da Celano, sono stati tradotti e adattati dal prof. Milanese.

Alla recitazione, affidata a Gaetano Conte, Mario Del Grosso e Donatella Ferraris, seguiranno laude francescane, canti liturgici, brani monodici e polifonici, alcuni dei quali recuperati da fonti antiche e mai più eseguiti in epoca moderna. Sino ad oggi. Il repertorio comprende le laude dedicate a Francesco alle composizioni di Giuliano da Spira, passando per anonimi medievali, fino al celebre Dies iræ attribuito a Tommaso da Celano, mentre gli strumenti utilizzati dall’ensemble Ars Antiqua - attivo da anni nello studio e nell’esecuzione della musica medievale, polifonie e canto liturgico – sono copie di strumenti medievali e rinascimentali, contribuendo a restituire al pubblico il colore sonoro dell’epoca.

L’iniziativa è sostenuta dal Dipartimento di Scienze storiche e filologiche dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’associazione culturale Cieli Vibranti e con la Parrocchia di Santa Maria in Calchera, dove si trova conservata una tela del Romanino concessa in visione, per l’occasione, da mons. Gianni Manenti.

REDAZIONE 12 ott 2026 15:03