Under Cover, l'arte per gli invisibili
Un’opera che nasce dalla strada, prende forma sulla strada e alla strada ritorna. È Under Cover, la nuova installazione di Michele Battagliola, artista bresciano che ha costruito il proprio percorso attraverso pittura e musica, utilizzandole come linguaggi per raccontare persone, fragilità e realtà spesso ai margini.
L’opera sarà presentata il 17 ottobre, dalle 18 alle 22, alla stazione di Brescia, in occasione della Giornata mondiale di lotta alla povertà. Un luogo di passaggio e di attesa scelto per portare l’arte fuori dagli spazi espositivi e dentro uno spazio quotidiano, attraversato ogni giorno da migliaia di persone.
Under Cover è realizzata su una grande composizione di coperte donate da Viva Vittoria, con il coinvolgimento di Perlar, associazione attiva nel volontariato e nell’assistenza alle persone senza fissa dimora.
Al centro dell’opera, il primo piano di un uomo che stringe una coperta al petto accompagna una frase: “You have to sleep. I have to survive" ("Tu devi dormire. Io devo sopravvivere").
Un contrasto essenziale che mette in relazione due modi profondamente diversi di vivere lo stesso oggetto. Una coperta può essere parte della quotidianità del sonno, ma per chi trascorre la notte in strada può rappresentare uno degli unici strumenti di protezione dal freddo.
Anche il titolo Under Cover racchiude più significati. Richiama anzitutto l’idea di essere al riparo, direttamente legata alla funzione della coperta. "Undercover" significa invece nascosto, non riconosciuto, introducendo un riferimento alla condizione di chi vive quotidianamente nello spazio pubblico e, pur essendo visibile, rischia di diventare invisibile allo sguardo collettivo. Infine, l’espressione "under cover of night" richiama la notte, elemento centrale dell’opera: per alcuni sinonimo di riposo, per altri momento di estrema vulnerabilità.
La scelta del supporto è eloquente. Under Cover non viene realizzata su una tela, ma direttamente sulle coperte, lasciandone visibili trame, pieghe e frammentazioni. La materia non è quindi soltanto la superficie sulla quale l’artista dipinge, ma diventa significato.
L’installazione sarà volutamente temporanea. Dalle 17.30 alle 20 resterà esposta alla stazione di Brescia, per poi essere smontata. Le coperte saranno quindi donate alle persone senza fissa dimora attraverso il coinvolgimento di Perlar, tornando alla loro funzione originaria: offrire riparo e calore. L’opera, dunque, non è pensata per essere conservata. Si compone, si rivela, si scompone e torna alle persone.
Ad accompagnare l’installazione sarà inoltre un nuovo brano di Michele Battagliola, presentato e pubblicato in occasione dell’evento, che attraverso la musica completa il racconto iniziato sulla tela. Con Under Cover, l’arte diventa così un’esperienza temporanea e condivisa: non qualcosa da osservare soltanto, ma qualcosa che può essere attraversato, ascoltato e infine restituito.
Perché democratizzare l’arte significa anche portarla fuori dagli spazi espositivi per farne un’occasione di incontro e riflessione collettiva. E perché restituire voce agli invisibili significa, prima di tutto, riconoscere loro il diritto di essere visti.