Depuratore del Garda: c'è il progetto definitivo
È stato presentato al Brixia Forum, con l’intervento del Prefetto di Brescia Andrea Polichetti, Commissario straordinario per la progettazione, l’affidamento, l’esecuzione delle nuove opere per il collettamento e depurazione della sponda bresciana del Lago di Garda, e delle istituzioni territoriali, dell’Ufficio d’Ambito, di Acque Bresciane, nonché dei rappresentanti dei Comuni interessati, il Progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) per il Lago di Garda. L’opera, dal valore complessivo di 314,53 milioni di euro, rappresenta molto più della realizzazione di un nuovo depuratore. Si tratta infatti di una grande infrastruttura ambientale destinata a sostituire un sistema nato oltre cinquant’anni fa, integrando tutela del lago, resilienza del servizio idrico, recupero energetico e riutilizzo delle risorse in un’unica visione di lungo periodo.
Il progetto prevede la realizzazione di una nuova rete di collettamento che attraverserà l'intera sponda lombarda del Garda, consentendo una gestione più efficiente e sicura delle acque reflue.
Tra le principali opere in programma:
- 60 chilometri di nuovi collettori per la raccolta e il trasporto dei reflui;
- 5 nuove stazioni di sollevamento e pompaggio;
- una doppia condotta sublacuale di 9,8 chilometri tra Toscolano Maderno e Salò;
- l'impiego di tecnologie di scavo in microtunnelling, che consentono di ridurre significativamente l'impatto sul territorio e sulla viabilità.
L'impianto centrale sarà dimensionato per trattare fino a 200.000 abitanti equivalenti, garantendo efficienza sia per la popolazione residente sia durante i picchi della stagione turistica. La realizzazione avverrà attraverso tre lotti funzionali: il completamento del primo è previsto entro il 2030, mentre la conclusione dell'intero intervento è programmata entro il 31 dicembre 2034.
Il nuovo impianto sorgerà in località Esenta di Lonato del Garda, nell'area denominata “Sud 2”. La scelta è il risultato di un'approfondita analisi comparativa tra sei diverse alternative localizzative, svolta anche alla luce delle valutazioni tecnico-scientifiche versate nei pareri resi dalle Università di Brescia, Verona e Trento su incarico del Commissario straordinario. Rispetto alle ipotesi sviluppate negli anni scorsi – tra cui la realizzazione di due impianti distinti a Gavardo e Montichiari, oggi definitivamente superata – la soluzione di Esenta è risultata quella più efficace sotto il profilo tecnico e ambientale, grazie alla migliore integrazione con il contesto agricolo e alla minore presenza di vincoli paesaggistici.
Il nuovo sistema è stato concepito secondo i principi dell'economia circolare e si basa su tre filiere integrate: acque, fanghi ed energia. Uno degli aspetti più innovativi riguarda il riuso irriguo delle acque depurate, che saranno convogliate in una rete dedicata capace di servire circa 700 ettari di terreni agricoli circostanti. Solo la quota non utilizzata a fini irrigui verrà restituita all'ambiente attraverso uno scarico nel fiume Chiese. Grande attenzione è stata riservata anche al tema energetico. Grazie alla combinazione tra impianti fotovoltaici, recupero del calore di processo e produzione di biogas derivante dalla digestione anaerobica dei fanghi, il nuovo impianto potrà raggiungere oltre il 40% di autosufficienza energetica entro il 2035, con l'obiettivo di conseguire la completa autonomia negli anni successivi.
Il Direttore Tecnico di Acque Bresciane Sabrina Colli illustrando il Pfte insieme al team dei progettisti, ha posto l'accento sugli aspetti innovativi e sulla visione industriale del nuovo sistema: "Questo progetto non riguarda soltanto la realizzazione di un nuovo depuratore, ma la costruzione di un sistema integrato che mette al centro sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica ed efficienza gestionale. Abbiamo progettato un'infrastruttura capace di evolvere nel tempo, valorizzando le risorse contenute nelle acque reflue attraverso il riuso irriguo, il recupero energetico e una gestione sempre più circolare dei fanghi. È una soluzione pensata per rispondere alle esigenze del territorio gardesano dei prossimi decenni, con elevati standard di affidabilità e tutela dell'ambiente".
Il Progetto di fattibilità tecnico-economica è il risultato di un percorso di approfondimento che ha portato alla definizione di una soluzione più avanzata sotto il profilo tecnico, ambientale e gestionale, anche grazie al contributo scientifico delle realtà accademiche coinvolte. Raccolto in un dossier composto da oltre 800 elaborati tecnici, il progetto prevede oggi un investimento complessivo di circa 315 milioni di euro. L'aggiornamento economico rispetto alle prime stime è legato principalmente all'evoluzione della progettazione e all'introduzione di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare le prestazioni dell'intero sistema nel lungo periodo. Tra gli elementi più significativi figurano gli approfondimenti geologici e ambientali, l'adozione delle tecniche di scavo in microtunnelling, il raddoppio della condotta sublacuale tra Toscolano Maderno e Salò con tecnologie più avanzate, il potenziamento delle stazioni di pompaggio e della filiera di trattamento, oltre all'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia registrato negli ultimi anni.
Si tratta quindi di un investimento che riflette non soltanto l'adeguamento dei prezzi di mercato, ma soprattutto la volontà di realizzare un'infrastruttura più robusta, efficiente e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze del territorio per i prossimi decenni. La presentazione del Pfte segna l'avvio della fase autorizzativa dell'opera. A partire da settembre 2026 saranno attivate le Conferenze dei Servizi e la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), passaggi fondamentali per approfondire ogni aspetto tecnico e ambientale del progetto. Il percorso istituzionale sarà anche l'occasione per proseguire il confronto con il territorio, affrontando osservazioni, prescrizioni e possibili interventi di compensazione nella massima trasparenza e nel dialogo con enti locali, associazioni e comitati che negli anni hanno seguito con attenzione l'evoluzione del progetto. Con la presentazione del nuovo piano, un dibattito aperto da oltre vent'anni entra finalmente in una fase operativa, con l'obiettivo di garantire al Garda bresciano e al suo entroterra un sistema moderno, sostenibile e capace di rispondere alle sfide ambientali delle prossime generazioni: "Il Pfte rappresenta un traguardo importante, ma anche l'inizio di una nuova fase. – ricorda Paolo Bonardi Presidente di Aato Brescia- nei prossimi mesi proseguiremo il confronto con enti, amministrazioni, associazioni e cittadini affinché ogni passaggio possa essere approfondito e condiviso. La complessità dell'opera richiede competenza tecnica, ascolto e responsabilità, elementi che hanno guidato il lavoro svolto finora e che continueranno a caratterizzare l'intero percorso realizzativo".
Al termine della presentazione il Commissario Straordinario, Prefetto Andrea Polichetti, ha evidenziato il valore del percorso istituzionale che ha portato alla definizione del progetto: "Il Lago di Garda rappresenta un patrimonio ambientale, economico e sociale di valore nazionale. Il progetto presentato oggi è il risultato di un importante lavoro di collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e gestore del servizio idrico. L'obiettivo comune è dotare il territorio di un'infrastruttura capace di garantire, anche per le generazioni future, la tutela dell’ecosistema, la qualità dei servizi per le comunità locali, nel segno della forte vocazione turistica dell’area. Le prossime fasi autorizzative, in un’ottica di trasparenza e massima attenzione alle esigenze del territorio dovranno seguire una tempistica celere, come imposto dalla norma di nomina del Commissario, in linea con gli standard qualitativi ambientali europei, aprendo pure a quegli interventi che potranno facilitare il miglioramento della compatibilità e della sostenibilità del progetto sui territori direttamente interessati dal nuovo impianto".