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Mazzano
28 ott 2026 13:22

Mazzano: inaugurato il nuovo depuratore

Tecnologia all'avanguardia, efficienza energetica e massima attenzione all'ambiente: entra ufficialmente in funzione il nuovo depuratore a servizio dell'agglomerato di Mazzano e della frazione di Ciliverghe. L'opera, con una capacità depurativa di 16mila abitanti equivalenti, va a sostituire il vecchio impianto oramai sottodimensionato e non più adeguato ai moderni standard normativi. L'intervento, inaugurato oggi dalla consigliera provinciale Caterina Lovo Gagliardi, delegata alla Pianificazione Urbanistica Territoriale, dal sindaco di Mazzano Ferdinando Facchin, dal presidente e dal direttore dell’ATO di Brescia Paolo Bonardi e Marco Zemello e dall’AD di A2A Ciclo Idrico Tullio Montagnoli, ha comportato un investimento complessivo di circa 12,7 milioni di euro, realizzato con un contributo a fondo perduto di Regione Lombardia pari a oltre 4,5 milioni di euro. I lavori, avviati ad aprile 2024, sono stati completati a giugno 2026, consentendo l'avviamento operativo dell'impianto nell'autunno 2026.

Progettato d'intesa con l'Amministrazione Comunale e l'ATO di Brescia, il nuovo depuratore sorge a circa 300 metri dal sito precedente, in un'area già destinata a servizi (adiacente alla Tangenziale Sud, al Centro di Raccolta rifiuti e all'ex discarica). Per collegarlo alla rete fognaria cittadina è stata realizzata una nuova condotta fognaria di circa 320 metri. Lo scarico delle acque risanate avviene nella Roggia Mazzanesca Bettole a Mattina (di competenza del Consorzio di Bonifica Chiese), appositamente ristrutturata per ottimizzarne la capacità di portata. “L'inaugurazione del nuovo depuratore di Mazzano è un ulteriore passo nel percorso di ammodernamento e potenziamento del sistema idrico bresciano – commenta Tullio Montagnoli, Amministratore delegato di A2A Ciclo Idrico –. I depuratori sono l’ultimo presidio a protezione dell’ambiente dalle attività civili ed industriali che producono inquinamento, ed è per questo che investire nella depurazione significa proteggere l'ambiente e la risorsa idrica, ma anche dotare i territori di infrastrutture moderne, efficienti e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità. Particolare attenzione deve poi essere data alla gestione dei fanghi di depurazione dai quali si possono recuperare risorse e che possono dare energia: la loro qualità deve essere monitorata con attenzione perché contengono tutto quello che noi rimuoviamo nel processo depurativo”.

Il nuovo impianto è stato progettato per garantire elevati standard di affidabilità e continuità operativa. Il processo a fanghi attivi è articolato su due linee autonome, interconnesse e ridondanti, che permettono di assicurare il funzionamento dell'impianto anche in caso di fermo di una delle linee. Una specifica vasca consente inoltre di gestire le acque meteoriche in eccesso, sottoponendole a grigliatura, disoleatura e dissabbiatura prima dell'avvio al processo depurativo.

Sul fronte della tutela ambientale, i sistemi di filtrazione finale a tela e di disinfezione consentono di ottenere un'acqua depurata di elevata qualità. Il settore dei pretrattamenti è invece racchiuso in un capannone mantenuto in depressione e dotato di biofiltro per il trattamento dell'aria, così da contenere le emissioni odorigene. È inoltre presente un sistema integrato per la disidratazione dei fanghi che riduce il ricorso a trasporti su strada e rende non più necessari i macchinari mobili temporanei.

Negli ultimi anni il Gruppo guidato da Renato Mazzoncini ha investito oltre 200 milioni di euro nel ciclo idrico bresciano, soprattutto per contribuire al superamento delle infrazioni comunitarie in tema di depurazione delle acque. Con il nuovo depuratore salgono a 11 gli impianti realizzati negli ultimi anni: Mazzano si aggiunge infatti a Bagnolo Mella, Nuvolera, San Paolo, Gavardo, Offlaga, Alfianello, Vobarno, Calvisano, Pralboino e Visano, gli ultimi due inaugurati nella primavera 2026. Il Piano Industriale al 2035 prevede ulteriori 500 milioni di euro destinati allo sviluppo delle infrastrutture idriche provinciali, di cui circa 80 milioni di euro per gli interventi di trattamento dei reflui ancora da completare.

28 ott 2026 13:22