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Botticino
di VITTORIO BERTONI 10 mag 2026 22:28

Botticino, Don Orione: murales per la pace

Ci sono muri che dividono e muri che uniscono. Dipende da ciò che vi si dipinge sopra, ma soprattutto dalle intenzioni con cui vengono guardati. A Botticino, nel cortile della scuola Don Orione, un semplice spazio grigio si è trasformato in qualcosa di molto più grande di un murale: è diventato un simbolo di dialogo, incontro e pace condivisa. L’opera nasce dall’incontro fra gli studenti del secondo anno del corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia e gli alunni della scuola primaria e secondaria Don Orione. Un progetto artistico, certo, ma soprattutto umano. Perché il valore più profondo di questo intervento non si misura nei colori utilizzati o nelle forme dipinte sulle pareti, ma nella capacità di creare relazioni. “Mi piace sottolineare – ha spiegato il presidente, Luca Feroldi – tre aspetti di questo progetto che bene rappresentano il nostro modo di fare scuola. Innanzitutto la qualità del risultato, la stessa che tutti i giorni alimenta lo spirito dei nostri insegnanti nella loro proposta formativa, poi la rete che si è creata con le agenzie educative del territorio convinti che da soli si può fare poco, infine la volontà di lanciare un segnale simbolico identificandolo nel tema della pace di cui la nostra società ha sempre più bisogno e che attraverso l'arte è diventato ascolto reciproco, confronto e partecipazione”. Gli studenti dell’Accademia, Camilla Angellotti, Alessia Bignetti, Silvia Campagnoni, Michela Coccaglio, Alice Frassine, Raunak Deep Kaur, Giulia Musletti, Manuel Pasolini Vitali, Sofia Salanitro, Vittoria Toso e Tianxiang Ye, non si sono limitati a progettare un’opera da realizzare: hanno incontrato i ragazzi della scuola, ascoltato le loro idee, raccolto pensieri, emozioni, disegni e desideri. Hanno dato forma a una visione collettiva, costruita insieme. Ed è proprio qui che l’arte mostra la sua forza più autentica. Non quella che impone, ma quella che accoglie. Non quella che alza muri ideologici, ma quella che crea ponti tra persone diverse, età differenti, sensibilità lontane. In un tempo in cui troppo spesso le pareti delle città diventano superfici di rabbia, protesta o contrapposizione, questo murale racconta un’altra possibilità: quella di usare lo spazio pubblico per lasciare un messaggio capace di unire. Il risultato finale è un’opera contemporanea, inclusiva e accessibile, pensata per appartenere davvero alla comunità scolastica che la vivrà ogni giorno. Ma il valore più importante forse resta invisibile agli occhi: è il percorso condiviso che ha portato alla sua nascita. Un’esperienza in cui ragazzi e ragazze hanno imparato che la creatività può diventare responsabilità, cura del territorio e attenzione verso gli altri. La docente di decorazione, Sara Bodei, coordinatrice del progetto, ha sottolineato come questa esperienza abbia permesso agli studenti di vivere tutte le fasi di un intervento reale, lasciando alla comunità “un segno condiviso e duraturo”. Ed è proprio questa la parola chiave: condiviso. Perché la pace non nasce mai da una voce sola, ma dall’incontro di molte voci. Anche la scuola Don Orione ha colto il significato più profondo dell’iniziativa. La prof.ssa Silvia Bonometti ha parlato dell’arte come di un ponte tra generazioni e persone diverse. Una definizione semplice ma potente. Perché in fondo ogni murale racconta una scelta: si può usare un muro per separare oppure per comunicare. A Botticino si è scelta la seconda strada. E quei colori, da oggi, non decorano soltanto una parete scolastica. Ricordano ogni giorno che la bellezza condivisa può essere uno strumento di pace.

VITTORIO BERTONI 10 mag 2026 22:28