L'acqua:tra agricoltura, ricerca e istituzioni
A Ghedi un confronto promosso da Bcc Agrabresciano
Si è tenuto nei giorni scorsi presso l’Auditorium di Bcc Agrobresciano di Ghedi il convegno “Acqua: risorsa, innovazione e sostenibilità” promosso dalla stessa banca di credito cooperativo in collaborazione con Condifesa Lombardia Nord-Est e FuturAgri. Il convegno ha posto al centro un tema di rilevanza primaria per l'economia locale: l’acqua come risorsa strategica ed essenziale ma sempre più carente. L’incontro ha consentito di mettere a confronto conoscenze scientifiche, innovazione, politiche ambientali ed esperienze imprenditoriali del territorio.
Ad aprire i lavori è stato Osvaldo Scalvenzi, Presidente di BCC Agrobresciano” Il mio è un ringraziamento sincero – ha esordito - in quanto reputo che solo insieme sia possibile dare la giusta attenzione a un tema di fondamentale importanza come la carenza idrica. Basta osservare il nostro Territorio per comprendere quanto la situazione sia drammatica: solo negli anni ’80 a Ghedi avevamo 300 fontanili, oggi quelli rimasti si contano sulle dita di una mano e solo 2 hanno acqua tutto l’anno; per non parlare della falda acquifera che alla fine degli anni ’70 si trovava a un metro e venti di profondità, oggi è scesa sotto i cinque metri. Sono numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e che ci obbligano a fermarci e a riflettere. Non dobbiamo però cadere nell'errore di pensare che sia soltanto un problema di chi coltiva la terra. Molte imprese del nostro territorio, in settori diversi, hanno bisogno di una risorsa che è sempre più scarsa e, al tempo stesso, sempre più preziosa. L'acqua riguarda l'economia di un'intera comunità, il suo lavoro e il suo futuro”.
Dopo i saluti del direttore di Condifesa Lombardia Nord-Est, Alessandro Iengo, che ha ricordato come la gestione dell’acqua, l’innovazione e la prevenzione del rischio climatico siano condizioni essenziali per il futuro dell’agricoltura lombarda e italiana, il convegno è proseguito con gli interventi di Giacomo Gerosa, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, Dipartimento di Matematica e Fisica, ( “Troppo e troppo poco. Il cambiamento climatico che ci attende”) e di Arianna Facchi dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Idraulica e Agraria (“Tecnologie innovative per un’irrigazione che si adatta ai cambiamenti climatici). La gestione della risorsa idrica rappresenta un asse strategico dell’adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico e della prevenzione del rischio produttivo. L’alternanza tra siccità prolungate e precipitazioni intense impone una pianificazione che consideri, oltre ai quantitativi annui di pioggia, la loro distribuzione temporale, la capacità del suolo di infiltrare e trattenere l’acqua, le riserve disponibili e i fabbisogni delle colture nelle diverse fasi fenologiche. In questo quadro, l’analisi dei dati climatici e idrologici e l’innovazione nelle tecnologie irrigue costituiscono due componenti complementari di una gestione preventiva, orientata alla continuità produttiva e all’impiego efficiente dei fattori di produzione. Su questi aspetti si sono concentrati i contributi di Gerosa e di Facchi.
Il primo ha approfondito il rapporto tra variabilità climatica, disponibilità idrica e programmazione agronomica, evidenziando il ruolo del monitoraggio nell’orientare scelte colturali, calendari di semina e interventi irrigui. Il secondo ha esaminato le applicazioni dell’irrigazione di precisione: l’integrazione di sensori, dati meteorologici e immagini satellitari nei sistemi di supporto alle decisioni permette di definire tempi e volumi di adacquamento in relazione alle condizioni del suolo e alle esigenze delle piante. Telecontrollo, automazione e fertirrigazione mirata completano questo approccio, la cui efficacia richiede corretta calibrazione degli impianti, competenze agronomiche e assistenza tecnica. Dalla conoscenza degli scenari climatici alla gestione degli interventi in campo, emerge quindi la necessità di coordinare ricerca, imprese, consorzi e istituzioni, accompagnando gli investimenti con formazione e strumenti di sostegno all’adozione delle tecnologie. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle aziende agricole di prevenire le criticità idriche, contenere sprechi e dispersioni e tutelare la stabilità delle produzioni. In sala grande partecipazione dei numerosissimi studenti, circa 175, provenienti dalle Scuole Pastori di Brescia, Istituto Dandolo di Bargnano e Istituto Dandolo di Lonato, e ancora dall’Accademia Symposium, oltre a imprenditori agricoli della provincia di Brescia, Soci e Clienti Bcc Agrobresciano, e ancora ai Sindaci dei Comuni limitrofi.