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Desenzano
di REDAZIONE ONLINE 29 dic 2015 00:00

Spiaggia d'Oro: basta degrado, torni ad essere punta di diamante per turismo

Riceviamo e pubblichiamo l'appello dei rappresentanti del Ncd desenzanese a fronte dell'occupazione di uno spazio del Comune da parte del "Collettivo Gardesano Autonomo"

"È proprio il caso di complimentarsi con l'amministrazione di Desenzano del Garda per il prezioso contributo allo sviluppo turistico. Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado, l'amministrazione ha evidentemente pensato di risolvere il problema lasciando che l'area della Spiaggia d'Oro venisse occupata abusivamente da un collettivo che l'ha trasformata in un centro sociale. E persino il nome che gli hanno dato (Zanzanú) suona estraneo ai desenzanesi. Dovremmo lasciare che le vicende scabrose di personaggi come questo continuino a riposare nelle pagine della storia dell'alto Garda, così come hanno fatto sino ad ora, certa che ci siano ben altri personaggi da cui poter trarre un esempio autentico e privo di ombre. È giunto il momento per l'amministrazione di prendere una decisione sul futuro dell'area che deve essere restituita alla città come punto di attrattivitá per i suoi cittadini e per i tanti turisti che devono poter trovare ancora in Desenzano un luogo accogliente, sicuro e stimolante. Basta con la politica dei rinvii sul futuro della Spiaggia d'Oro". E' questo il commento del responsabile desenzanese del Ncd Camilla Grisoni.

A rincarare la dose anche le dichiarazioni dell'assessore regionale con deleghe al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, intervenuto, questa volta, in veste di desenzanese: "Questa amministrazione non finisce di sorprendere per la trascuratezza con cui gestisce la città, con i centri abitati abbandonati a sé stessi, se non per qualche albero di Natale e renne sponsorizzati. E adesso si tollera un'occupazione tollerata e che arriva dopo un lungo periodo di inerzia nella gestione della principale area turistica a lago”. "Ci aspettiamo - continua Parolini - una pronta reazione e sicuramente non giova la notizia del rinvio del bando di gara, che suona come una resa di fronte alla prepotenza di chi occupa i beni della città".
REDAZIONE ONLINE 29 dic 2015 00:00