lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 21 feb 2022 08:13

Dati per ripensare le politiche per gli anziani

Giovanna Mantelli, Fnp Cisl Brescia, e Marco Fenaroli, assessore ai servizi sociali del Comune di Brescia, commentano la ricerca "Più fragili dopo la tempesta?"

“I dati che emergono dalla ricerca non solo fotografano la situazione di sofferenza che due anni di pandemia hanno lasciato sugli anziani lombardi, ma ci dicono anche che è necessario anche per il sindacato un nuovo modo di pensare l’azione nei loro confronti”. Così Giovanna Mantelli, segretaria provinciale della Fnp Cisl, commenta i dati della ricerca regionale “Più fragili dopo la tempesta”;promossa dai sindacati lombardi dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil condotta tra luglio e settembre 2021 su oltre 1.000 lombardi tra i 65 e gli 85 anni. con l'obiettivo di conoscere gli effetti di due anni di pandemia su questa fascia della popolzione. "Quanto emerso dalla ricerca - continua ancora la segretaria provinciale dei pensionati Cisl - dovrà essere portato sui tavoli di contrattazione sociale che il sindacato condivide sia con i Comuni sia con gli Uffici di piano per poter indirizzare al meglio i servizi sociali che devono erogati sul territorio a favore delle persone anziane. “I dati della ricerca – continua – serviranno anche per un confronto con le Asst nella definizione di cosa dovranno essere e quali risposte dovranno dare le Case e gli Ospedali di comunità previsti dalla recente riforma della legge sulla sanità lombarda”. Per ultimo Giovanna Mantelli è convinta che lo studio regionale debba necessariamente interpellare anche la politica, perché prenda coscienza che una legge sulla non autosufficienza non è solo importante, ma addirittura fondamentale.

“Quello della solitudine degli anziani – afferma invece Marco Fenaroli (nella foto in alto), assessore ai Servizi sociali del Comune di Brescia – non è un dato nato con la pandemia. Già prima, anche in città sapevamo di questa condizione, che riguarda in modo particolare le donne che, numericamente sono molte di più dei maschi, soprattutto quando la loro età tende a essere molto elevata”.

Certo, il tempo della pandemia e dell’isolamento ha acuito il fenomeno, ma le risposte non sono mancate. “Negli ultimi due anni – afferma – un sostegno importante è arrivato dagli oltre 700 volontari che si sono messi a disposizione per la consegna dei pasti e dei farmaci agli anziani della città. Alcuni Punti di Comunità si sono attivati, una volta venuti a conoscenza, per alleviare situazioni di solitudine.

Una risposta importante alle criticità emerse dalla ricerca è il progetto di buon vicinato che vorremmo ampliare perché il migliore antidoto alla solitudine e all’autoisolamento sta nella prossimità che è la caratteristica principale del progetto”.

Come emerge dalla ricerca, anche a Brescia non sono stati tantissimi gli anziani che hanno richiesto i servizi pensati per loro. “Non c’è stata un’esplosione di gente che ha chiesto nuovi servizi al Comune – afferma Fenaroli –. In ogni caso tutte le richieste giunte sono state raccolte e molte facevano riferimento proprio alla sofferenza creata dalla solitudine”.

MASSIMO VENTURELLI 21 feb 2022 08:13