Fai: tesori bresciani per le Giornate di Primavera
L'elenco di tutti i beni visitabili in città e provincia il 21 e 22 marzo
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per le “Giornate Fai di Primavera”, il grande evento di piazza attraverso il quale dal 1993 il Fai offre a centinaia di migliaia di italiani – nel primo fine settimana di primavera – la possibilità di riappropriarsi del patrimonio culturale e paesaggistico delle città e dei territori in cui vivono.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari delle Delegazioni e dei Gruppi Fai attivi in tutte le regioni, sarà possibile visitare a contributo libero centinaia di luoghi d’arte, storia e natura da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti e valorizzati e, in molti casi, solitamente inaccessibili. Dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, senza dimenticare teatri, collezioni d’arte e siti produttivi.
La novità dell’edizione 2026 è costituita dalla selezione di aperture per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, valorizzando la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia. «Le Giornate FAI di Primavera rappresentano ogni anno un momento di grande partecipazione e di profondo orgoglio per il nostro territorio.
Anche Brescia e il suo territorio hanno risposto all’indizione delle Giornate Fai di Primavera, aprendo offrendo al pubblico la possibilità di visitare luoghi di grande valore.
In città saranno aperti la passeggiata di inizio Novecento in via Silvio Pellico, un tratto urbano che permette di leggere in modo chiaro la trasformazione di Brescia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La strada, modellata sul terrapieno delle antiche mura, conserva ancora oggi il forte dislivello che testimonia la presenza dell’antico sistema difensivo. Lungo il percorso si incontrano dimore eclettiche come Casa Cottinelli, raffinato esempio di revival medievale e rinascimentale con inserti Liberty, e il Castelletto dei Dazi, prezioso edificio neomedievale progettato da Morelli. Il percorso si completa idealmente con la sede della Società Elettrica Bresciana (1907), opera di Egidio Dabbeni, che unisce funzionalità industriale e cura decorativa, raccontando l’ingresso della città nella modernità. Altro immobile aperto per le Giornate sarà il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Brescia attivo dal 1988 e che con i suoi quasi 10mila interventi annui è una delle caserme più dinamiche d’Italia. L’edificio, progettato secondo criteri funzionalisti, presenta volumi geometrici, finestre a nastro e blocchi modulari che rispondono alle esigenze operative del soccorso moderno. L’apertura FAI offre un’occasione unica per conoscere dall’interno l’organizzazione, i mezzi e le competenze di un presidio fondamentale per la sicurezza.
Il 21 e 22 marzo i bresciani potranno visitare anche la “Tomba del Cane e Chiesa di San Fiorano” Sui Ronchi di Brescia si erge la Tomba Bonomini, nota come “Tomba del Cane”, tempietto neogotico progettato da Rodolfo Vantini a partire dal 1847, ultima opera del celebre architetto. La struttura, con guglia piramidale, aperture trilobate e statue allegoriche, è un esempio raffinato degli esiti formali del Vantini e costituisce una tappa fondamentale per la ricostruzione del percorso stilistico dell'architetto, dal neoclassicismo all’eclettismo. Accanto sorge la chiesa paleocristiana di San Fiorano, le cui origini si intrecciano con l’avvento del Cristianesimo a Brescia. Fu rinnovata nel corso dei secoli successivi e attraverso diverse vicissitudini storiche è giunta a noi nella forma attuale: un’aula unica, preceduta da un portico rustico, che si conclude con un’abside semicircolare.
Altro bene visitabile sarà Palazzo Soncini Costruito tra 1760 e 1776 e attribuito ad Antonio Marchetti, è una delle dimore più scenografiche del Settecento bresciano. La facciata, considerata la più barocca della città, introduce a un complesso articolato con porticato, giardino e tre fontane. Lo Scalone d’Onore, affrescato da Pietro Scalvini, è un capolavoro di teatralità: scene di vita nobiliare, musici, figure allegoriche e l’affresco di Ercole tra Eternità e Fama celebrano la casata. L’elenco comprende anche Palazzo Materossi già Fe' d'Ostiani Elegante palazzo settecentesco il cui progetto è attribuito a Giovan Battista Marchetti, che spicca su corso Matteotti grazie alla sua facciata monumentale a tre ordini. Il salone da ballo, decorato da Marco Marcola, presenta un maestoso ciclo di pitture di tema classico, dall'Eneide e alle divinità dell'Olimpo. Il giardino storico di Villa Barbi ospiterà l’esposizione di una selezione di opere di Stefano Bombardieri, scultore bresciano di fama internazionaleLa visita permette di scoprire un luogo dove natura, arte contemporanea e architettura storica convivono in un equilibrio sorprendente.
L’elenco dei beni visitabili in città si chiude con la Sala Crema di Palazzo Martinengo di Padernello, dove scene storiche, allegorie e Virtù narrano la reggenza di Girolamo Silvio Martinengo a Crema. Le pareti illustrano episodi di buon governo, mentre la volta – pur lacunosa – presenta Virtù, Vizi, Verità e Buon Governo.
La serie delle aperture in provincia prende il via da Caino dove sarà visitabile la chiesa arcipretale di San Zenone Vescovo, la cui costruzione viene avviata tra il 1727 e il 1730, è l’edificio storico e artistico più rappresentativo del paese. Nello stesso Comune saranno aperti anche il Santuario della Madonna delle Fontane, la chiesa di San Rocco e la raccolta etnografica “La Röda” Ospitata in un piccolo capannone novecentesco, la raccolta conserva oltre 1200 oggetti della vita quotidiana del Novecento
A Castenedolo, invece, le Giornate di Primavera del Fai “apriranno” la Cantina Peri Bigogno – Villa Togni Immersa nelle colline moreniche, che occupa l’antica Villa Togni, dimora storica che conserva ambienti sotterranei originari con murature e volte secolari; la parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, la sala civica dei Disciplini e Palazzo Romei Longhena Provaglio, nella frazione di Capodimonte.
A Soiano del lago saranno aperti al pubblico la chiesa di Santa Maria Elisabetta, antichissimo sito monastico sorto su un luogo sacrificale romano, che conserva un’abside altomedievale, affreschi gotici e romanici, il Castello, l’adiacente chiesa di San Michele Arcangelo e il Frantoio Manestrini, che sorge su un antico sito francescano del Trecento.
Breno metterà a disposizione delle “Giornate” la Chiesa di San Maurizio e l’ossario, il Duomo e la chiesa della Trasfigurazione, il laboratorio artigianale Nica, la sede della Metalcam, la Casa Torre Ballardini (ora Pezzotti), la Caserma dei Vigili del Fuoco e il palazzo dell’ex Banca di Vallecamonica.
A Erbusco sarà infine offerta al pubblico l’opportunità di scoprire Palazzo Lechi, Casa Secco d’Aragona, Villa Savina, la Pieve in Castello, la Chiesa di San Bernardino, il Giardino Segreto di Palazzo Marchetti e la Collezione d’arte in Ca’ del Bosco.
“Anche per questa nuova edizione della Giornate di Primavera – ha affermato Simona Caridi Capo Delegazione Fai Brescia – la città e la provincia hanno risposto con entusiasmo, offrendo al pubblico luoghi straordinari, spesso poco conosciuti o normalmente inaccessibili, che raccontano la ricchezza storica, artistica e paesaggistica delle nostre comunità. Questo importante risultato è reso possibile grazie all’impegno di oltre 350 volontari della Delegazione e dei Gruppi FAI, di 180 Apprendisti Ciceroni, delle istituzioni e dei proprietari che hanno scelto di condividere con tutti un patrimonio prezioso”