Gli studenti dell'Unibs in visita al cantiere
Un’occasione per coniugare apprendimento, tutela della memoria e valore sociale dell’opera.
Nei giorni scorsi, il Gruppo Deldossi ha accompagnato una ventina di studenti del corso di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Brescia, in una visita tecnica al cantiere impegnato nell’intervento di restauro e risanamento conservativo della zona sud del cimitero Vantiniano di Brescia. Durante il percorso, che ha rappresentato un momento di incontro tra mondo accademico e realtà operativa, gli studenti hanno potuto approfondire la pianificazione e la programmazione delle fasi lavorative dell’intervento, comprendendo come si affrontano criticità legate al degrado, alla sicurezza strutturale e alla conservazione dei materiali storici. Nel corso della visita è stata inoltre presentata “Enigma”, una piattaforma digitale a supporto della gestione della fase costruttiva, che consente di integrare pianificazione, monitoraggio e coordinamento delle attività di cantiere in un unico ambiente digitale, strumento innovativo che testimonia il ruolo sempre più centrale della digitalizzazione nei cantieri contemporanei.
Gli studenti hanno potuto osservare da vicino le superfici in marmo di Botticino, le cappelle, i camminamenti e gli spazi interrati, cogliendo la complessità di un intervento che unisce competenze tecniche, sensibilità conservativa e rispetto per il valore simbolico del luogo.
“Aprire il cantiere agli studenti significa condividere conoscenze e responsabilità - ha dichiarato l’amministratore unico del Gruppo Deldossi, Massimo Angelo Deldossi -. Interventi come questo non sono solo opere edilizie, ma azioni di tutela della memoria collettiva. È importante che i futuri professionisti possano vedere concretamente cosa significa lavorare su un patrimonio storico così significativo”.
Il progetto di recupero del cimitero Vantiniano si configura come un’operazione integrata che mira a restituire piena funzionalità e dignità a un luogo di grande valore storico e identitario per la città. Oltre agli aspetti tecnici, la visita ha messo in luce la dimensione sociale dell’opera, infatti il recupero del complesso monumentale rappresenta un passo importante per restituire alla cittadinanza uno spazio caro, legato alla memoria e alla storia collettiva.