lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di RAFFAELLA FALCO 31 mar 2026 12:55

Lo slancio della Chiesa di Brescia

A pochi giorni dall’inizio del Convegno Diocesano “Siamo la Chiesa del Signore”, che si terrà in due sessioni, 10–12 e 17–19 aprile, il vescovo  Tremolada, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione, ha espresso innanzitutto il suo grazie per l’intenso lavoro di preparazione svolto da tutta la Chiesa bresciana ai vari livelli.

Il Convegno Diocesano è, infatti, l’approdo di un cammino sinodale biennale, vissuto come tempo di ascolto, discernimento e corresponsabilità. Nel corso dell’Anno giubilare e della Visita del Vescovo nelle Zone pastorali, le comunità cristiane, i presbiteri, i consacrati e i laici hanno condiviso esperienze, fatiche, domande e speranze. Questo patrimonio di ascolto è stato raccolto, rielaborato e affidato ai gruppi di studio, che hanno individuato alcune sfide pastorali e alcune priorità per il futuro della nostra Chiesa. Il Convegno è il tempo in cui tutto questo converge e si trasforma in scelte possibili e orientamenti condivisi. “Ringrazio per l’impegno che ho visto e ho constatato nel leggere la situazione della nostra Chiesa – ha detto mons. Tremolada – e nel formulare insieme le domande che mi stanno a cuore: dove siamo e dove vogliamo andare? E dove riteniamo di poterci migliorare?”.

Al termine di questa fase preparatoria, che cosa ci si aspetta dal Convegno? L’immagine che il Vescovo usa per descrivere le sue attese è quella dello slancio: “Mi aspetto uno slancio della vita della nostra Chiesa. Lo slancio non è un’accelerazione, ma parte da un rallentamento”. Ci sono due momenti nello slancio: il primo prevede la dimensione del caricarsi, cioè appoggiarsi. Fuor di metafora, ha continuato, “io penso che il convegno sarà l’occasione per concentrarsi su ciò che è più importante, su ciò che è essenziale in una prospettiva di fede, concentrarsi, per poi slanciarsi ed è il secondo aspetto, l’andare verso, l’aprirsi, l’andare incontro”, evitando il rischio della pura conservazione dell’esistente. “Piuttosto – ha continuato – occorre aprirsi a un vissuto che ci interpella con le sue caratteristiche, concentrando in particolare l’attenzione sul mondo degli adulti, perché è prima di tutto a loro che ci si deve rivolgere, offrendo quello che riteniamo prezioso per l’esperienza della vita nel suo insieme”. Il focus è sugli adulti, ma, ha aggiunto, “nella prospettiva degli adulti, io ritrovo quella dei giovani, dei ragazzi, delle famiglie”, di tutto il popolo di Dio.

Per concludere, il Vescovo ha rilanciato le tre parole che aveva consegnato quando si era immaginata e ipotizzata l’esperienza del Convegno, “perché le ritengo come delle traiettorie nelle quali davvero attivare questo slancio. La prima è la gioia: la fede deve essere un’esperienza che dà gioia, che dà consolazione, che dà serenità alla vita; la seconda è la speranza, perché la fede offre la possibilità di guardare al futuro senza paura, senza scoraggiarsi, ma con il gusto di andare incontro al nuovo e la terza è la comunione, perché la fede non è qualcosa di privato tanto meno di individualista, ma è un’esperienza condivisa e quindi domanda di crescere nella comunione”. È possibile, fin da adesso, seguire e accompagnare i lavori del convegno consultando la pagina dedicata sul sito della Diocesi, con il materiale disponibile e una sezione in continuo aggiornamento.

RAFFAELLA FALCO 31 mar 2026 12:55