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Brescia
di GIORGIA BARTOLOTTA 21 nov 2019 11:04

Stefano Miglietti non corre più solo

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Nuova impresa per Rajil Cra, “l’uomo che corre” nella lingua tuareg, soprannome del runner e ultramaratoneta bresciano, Stefano Miglietti. Il viaggio è stato presentato in conferenza stampa nella mattina del 15 novembre dalla Fondazione Provincia di Brescia Eventi

Tra fine novembre e inizio dicembre, Stefano Miglietti affronterà nuovamente il Marocco, ma questa volta non sarà solo. Con lui Giulia Scovoli, 28 anni, Lumezzane, che presenta una lieve disabilità fisica alle gambe.

Noto per aver compiuto delle imprese al limite della resistenza sportiva e umana, lo scorso anno Stefano ha attraversato i sei deserti di roccia e sabbia nel sud-est del Marocco, 530 km complessivi di marcia. Nel 2011 ha stabilito il nuovo record del mondo nelle dieci maratone desertiche non stop. Queste sono solo un paio delle sfide di certo non adatte a tutti, che richiedono esperienza, coraggio e grande motivazione.

Nel mese del Festival della Pace 2019 di Brescia, che ha come tema quello dei muri, muri da distruggere, da superare, l’impresa di Stefano è presentata con un invito ad abbatte le barriere, perché “non ci sono e non ci devono essere limiti per nessuno” dice Nicoletta Bontempi, Presidente della Fondazione Provincia.

Quando l’eccellenza bresciana propone l’esperienza a Giulia, lei accetta, coraggiosa, pronta ad affrontare questo viaggio per il deserto di Taragalte, sicura che “se vuoi puoi, oltre le difficoltà. In due ci si fa forza, bisogna sfidare sé stessi e mettersi in gioco” dice la ragazza, in conferenza.

Stefano porterà Giulia su una carrozzina speciale attraverso la catena montuosa del Jebel Bani, le colline di sabbia, i deserti di pietre, le oasi di Zagora, Foum Zguid e M’Hamid el Gizlane, a pochi chilometri dall’Algeria. Le difficoltà sono molte, sia per Stefano che deve trascinare circa 84 kg per 400 km in sei giorni (questo è il limite che si è impostato), sia per Giulia che deve stare ferma per altrettanto tempo.

Il ricavato, procurato grazie agli sponsor, andrà in beneficienza, in particolare a due associazioni: ESA-Educazione sulla Salute Attiva, e Valtrompiacuore, che provvederanno a investire in strumenti per gli ospedali di Brescia e per quello di Menerbio.

Per finire quest’anno cercheranno di aiutare le persone del posto: all’oasi di M’Hamid el Gizlane c’è una grave carenza d’acqua e il progetto sarebbe quello di realizzare un pozzo che vada minimamente incontro alle loro esigenze.

GIORGIA BARTOLOTTA 21 nov 2019 11:04