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di A. TOGNOLI - G. GRADICELLI 27 ago 2026 10:19

Albania: bellezza dell’incontro

L’aria della notte è fresca, il cielo è un mosaico di stelle luminose e la musica riempie l’atmosfera. Mentre i miei piedi inciampano e stentano a tenere il ritmo delle danze tradizionali, sorrido. I miei occhi cercano quelli dei compagni di ballo: giovani che, come me, hanno risposto alla proposta di YOUng Caritas Brescia di partire per Suç, Albania, per fare da apripista a un progetto di volontariato presso la missione delle suore Dorotee.

Questo progetto vuole dare a ragazzi come me la possibilità di sperimentare l’incontro con l’altro, la condivisione, i gesti di servizio, la collaborazione e il dono di sé, facendo conoscere il volontariato all’estero attraverso un campo “a km 1000”, oltre alle proposte a Km0 di Brescia.

Il nostro compito è stato ideare e gestire attività educative e ricreative per i bambini della cittadina di Klos. Nel tempo trascorso è spiccata soprattutto l’accoglienza: entusiasmo e sorrisi nel ricevere persone straniere. Le barriere linguistiche sono state abbattute dalle capacità comunicative dei bambini e dal desiderio di entrare in contatto con noi: bastava uno stentato albanese per illuminare gli occhi delle persone.

Questa esperienza ha permesso l’incontro tra povertà differenti: quelle economiche e materiali del luogo e quelle più intime e personali che io e i miei compagni di viaggio, senza saperlo, ci siamo portati da casa. Le scomodità sono state smussate dalla collaborazione e dall’aiuto reciproco. Le mancanze non si sono rivelate condizionanti, ma opportunità di crescita. Gli ambienti scolastici, lontani dagli standard a cui siamo abituati, non hanno impedito giochi e balli, e quello che per noi sarebbe stato un impedimento si è tradotto in un’attenzione maggiore alla modalità di svolgimento dell’attività.

Non a caso, negli incontri di formazione precedenti alla partenza, il modo di dire diventato il motto del gruppo è stato “s’ka problem”, “nessun problema”. Abbiamo imparato che un problema può diventare un’opportunità: in una situazione difficile si scopre il talento di chi sa adattarsi.

Mentre giro in tondo a ritmo di musica, mi tornano in mente le parole di Genti, uno dei nostri referenti in loco: “Non bisogna venire qui con l’idea di dare, ma di ricevere. Se vai via senza aver ricevuto qualcosa, allora cosa vieni a fare?”. Mi rispondo che non sono qui per risolvere la povertà, ma per vivere un’esperienza di arricchimento. Di fatto, non mi resterà il ricordo dell’oggettiva povertà economica, ma la ricchezza dell’affetto e dei sorrisi.

Le mie gambe incespicano nell’ennesimo passo sbagliato e sorrido ancora con il cuore e gli occhi colmi di bellezza. La bellezza dei paesaggi, degli sguardi, dei sorrisi e degli abbracci, della condivisione e del dono, della leggerezza e della cura. La bellezza dei legami intrecciati con le persone che hanno avuto il coraggio di rispondere all’invito di YOUng Caritas: donarsi e mettersi al servizio degli altri con il cuore aperto e l’umiltà necessaria per poter ricevere dal prossimo.

A. TOGNOLI - G. GRADICELLI 27 ago 2026 10:19