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Camerun
di LUCIANO ZANARDINI 26 feb 11:42

Camerun: le cure non sono per tutti...

Ilaria Tinelli, bresciana di 28 anni che vive in Camerun e coordina a livello diocesano 13 Centri sanitari, lancia un appello per l’acquisto di materiali

Partita per vivere un anno di servizio civile, lì ha trovato l’amore e si è sposata. Da tre anni Ilaria Tinelli vive in Camerun, a Sangmelima, nel cuore della foresta tropicale, dove è chiamata ogni giorno a migliorare l’offerta dei dispensari e, di conseguenza, il benessere della popolazione. “Qui – racconta – è difficile comprare anche dei letti con materassi per il ricovero dei pazienti o una bilancia per i neonati o ancora un lettino per partorire”. Da sempre attenta al mondo missionario, grazie anche al clima respirato in famiglia e nella parrocchia di San Giacomo, si è inserita molto bene nel tessuto sociale. Ad oggi la Diocesi conta circa 100mila cattolici suddivisi su 38 parrocchie; ci sono tre orfanotrofi, un centro per disabili, un lebbrosario e un centro di formazione per animatori cristiani in cui è incorporato un centro di formazione professionale in informatica e ristorazione. Ci sono 13 centri sanitari, tre scuole secondarie e 12 scuole elementari e materne. Il Vescovo ha lanciato in ogni parrocchia una campagna per la coltivazione di palme, arachidi e cacao per l’autonomia finanziaria.

Il progetto. Il Vescovo locale, mons. Christophe Zoa, ha avuto l’intuizione di affidare alla giovane di 28 anni il ruolo di coordinatrice diocesana di 13 centri sanitari. “Sento ogni giorno sempre più la necessità di offrire qualcosa di migliore a chi, anche senza una pandemia, già soffriva a causa di un sistema sanitario privatizzato. Non è stato facile vedere reparti di terapia intensiva in Italia essere talmente saturi da dover scegliere chi salvare, pensate quanto debba essere difficile doverlo fare qui ogni giorno. Gli ospedali e le cure sono tutti a pagamento e se arrivi con un’urgenza e stai davvero male, devi anzitutto tirare fuori dalle tasche i soldi richiesti per le cure: quelli per la visita, per la siringa per farti la puntura, per il cotone e l’alcool per disinfettarti, per i medicinali e perfino per utilizzare il termometro per prendere la temperature”. La sanità pubblica non è alla portata di tutti, per sopravvivere servono i soldi. Per fortuna, però, vi sono alcuni dispensari cattolici che davanti ad un essere umano sofferente, fanno spesso prevalere il loro cuore, la loro chiamata cristiana a “servire l’altro”. Proprio per tale motivo risulta poi difficile far fronte a spese materiali del dispensario stesso, perché si pensa anzitutto ad investire quel poco che si ha per salvare una vita. Col tempo, però, gli apparecchi sanitari si usurano o addirittura vi è una mancanza alla base che non permette di poter far fronte ad una cura dignitosa, ad accedere agli esami essenziali. Ilaria lancia, quindi, una richiesta di aiuto per l’acquisto dei materiali sanitari: materiale di base (trapunta, vaso da notte, box per medicazione, vassoio per cure mediche, letti, materassi, metro, zanzariere, otoscopio, bilancia per persone, stetoscopio, tensiometro elettronico, termometro); materiale specifico (box piccola chirurgia, counter, ecografo più sonde, glucometro, macchina per misurare emoglobina, poupinel); materiale per la maternità (apparecchio per la glicemia, box per parto, doppler, letti per parto, bilancia per neonati).

LUCIANO ZANARDINI 26 feb 11:42