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Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 28 mar 2017 07:48

Tanti auguri vescovo Luciano!

Oggi mons. Monari compie 75 anni. Gli auguri della diocesi e la riconoscenza per quello che sta facendo per l'intera Chiesa bresciana. Intervista a mons. Cesare Polvara, provicario generale

Oggi non è il tempo di congetture, ipotesi e anticipazioni sull'identikit del vescovo che il Papa indicherà per guidare la Chiesa bresciana. Lasciamo ad altri questo esercizio, anche se il diriitto canonico fissa proprio nel 75° compleanno la data in cui un vescovo deve presentare la lettera di rinuncia all'episcopato. In questa giornata non nc'è spazio che per le espressione di auguri per mons. Monari che oggi, 28 marzo taglia questo importante traguardo e per la gratutidine per come, pur in mezzo a tante difficoltà, ha scelto di guidare la diocesi dall'ottobre 2007, anno della sua designazione a successorre di mons. Giulio Sanguineti.

È mons. Cesare Polvara, provicario generale della diocesi e uno dei più stretti collaboratori del Vescovo, a "leggere" i tanti significati di questo compleanno, a far giungere gli auguri dell'intera comunità diocesana a mons. Monari. È noto che il Vescovo, per il suo carattere schivo e riservato, non ama particolarmente questo genere di "celebrazioni"; ma una data importante come quella dei 75 anni non poteva passare inosservata.

Mons. Polvara con quali sentimenti possiamo rivolgerci al vescovo Monari per esprimergli auguri e vicinanza?

Ringrazio dell'opportunità che mi è stata data per esprimere, anche a nome di tutta la comunità diocesana, gli auguri al Vescovo per il suo 75° compleanno. Il sentimento prevalente, come per altro avete scritto anche su "Voce" la scorsa settimana commentando la nomina di don Ovidio Vezzoli a vescovo di Fidenza,  è quello della gratitudine. È un sentimentio che nasce sia dalla frequentazione, dalla condivisione di tante esperienze, ma ancheper la sua umanità, lla sua profondità spirituale e per la naturale attitudine a un atteggiamento positivo testimoniato anche dal suo sorriso che manifesta certo timidezza ma anche un grande attaccamento alla sua Chiesa e alla gente che ne è parte. Sono convinto di poter associare nell'espressione di questi sentimenti tantissimi sacerdoti, per i quali mons. Monari ha avuto sin dal suo arrivo a Brescia un'attenzione particolare,  e anche moltissimi laici che in questi dieci anni hanno avuto modo di conoscere il vescovo Luciano.

Mons. Monari ha assunto la guida della Chiesa bresciana in una stagione non facile segnata da tante crisi, quella economica in primis, ma per quanto riguarda il mondo ecclesiale, quello delle vocazioni e di un secolarismo sempre più evidente. Sfide che il Vescovo ha voluto assumere, non sempre adeguatamente riconosciuto, con lo stile che lei ha già ricordato e con autentica passione per la Chiesa e per la gente bresciana...

Sì, sono tante le sfide che il vescovo Luciano si è trovato davanti sin dal suo arrivo a Brescia. Le ha assunte tutte, anche quelle più pesanti, con lo stile sobrio che tutti gli riconoscono e lontano dalle luci della ribalta, cercando di coinvolgere in queste l'intera comunità diocesana invitandola a riscoprire, cosa non sempre facile, il senso di comunione. Il lungo percorso per l'Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi e quello che ha portato al sinodo diocesano sulle unità pastorali, sono per restare in ambito ecclesiale, sono l'espressione concreta del modo in cui mons. Monari ha scelto di svolgere il suo ruolo di pastore, un modo basato sulla condivisione e sulla gradualità dei passaggi più che sull'imposizione. Con stile analogo ha assunto tante altre sfide: dalle risposte che anche la Chiesa deve dare a urgenze come quelle della povertà, dell'immigrazione, dell'attenzione a chi non frequenta più. Su tutte, però, anche se è difficile chiamarla sfida, che l'attenzione che il Vescovo ha voluto dedicare ai suoi sacerdoti. È questa una dimensione del suo episcopato volutamente condotta con riserbo e discrezione. ma fatta di tanti incontri personali, di ascolto e di confronto sopratutto con quei preti passati attraverso esperienze di sofferenza, ma anche di accorate lettere pastorali piene di passione per il sacerdozio e i sacerdoti.

Più volte, soprattutto negli ultimi mesi, il vescovo Monari si è soffermato sul tema dell'etica nei rapporti interecclesiali. Lo ha fatto in una recente seduta del consiglio pastorale diocesano, ci è tornato anche nel corso dell'incontro, lo scorso gennaio, con i giornalisti bresciani in occasione  della festa di San Francesco di Sales, ipotizzando anche un documento ad hoc. Si tratta di una preoccupazione che nasce dagli incontri e dalla passione da lei ricordate, dall'analisi di situazioni concrete che richiede un approfondimento, o di un'urgenza che lascia al suo successore?

È vero che esistono situazioni che richiedono veramente un'attenzione particolare, un approfondimento sul tema dell'etica nei rapporti interecclesiali. Non possiamo però dimenticare che si tratta di una costante nel magistero di mons. Monari negli anni bresciana. Un magistero che rappresenta certamente un'eredità importante e da non disperdere, che potrà sicuramente di grande aiuto per il futuro della nostra Chiesa, anche perché non sempre abbiamo saputo tradurre e realizzare in scelte concrete quello che il Vescovo ci ha indicato con il suo magistero. Mons. Monari non si è mai stancato, in questi anni, di chiedere anche a noi preti di essere più famiglia, di non percorrere strade individualiste, autoreferenziali.

Forse, allora, l'augurio migliore che si possa rivolgere oggi a mons. Monari è che l'intera comunità diocesana, in tutte le sue componenti, non si limiti più a evidenziare l'importanza del suo magistero, ma cammini sulla strada per la sua traduzione nel concreto per fare in modo che alla stagione della semina si succeda quella del raccolto?

Sì, la risposta è ovvia e garantirgli l'impegno per fare in modo che quanto ha seminato riesca a produrre frutti è sicuramente il modo migliore per dire a mons. Monari buon compleanno


MASSIMO VENTURELLI 28 mar 2017 07:48