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Bardolino
12 feb 2026 11:11

Eremo San Giorgio: la Quaresima come Esodo

L'Eremo San Giorgio a Bardolino propone "Quaresima come esodo: un cammino tra memoria e futuro". Quando? La domenica di Quaresima con alle 16 la proposta della lectio, alle 16.40 il silenzio e alle 17 il Vespro. Gli incontri si svolgeranno come di consueto nei pomeriggi delle domenica in duplice modalità: in presenza e online.

L’Esodo è l’evento della storia della salvezza con cui la liturgia ci propone da più punti di vista di interpretare la Quaresima come itinerario spirituale. Nel libro omonimo della Bibbia, in cui leggiamo il racconto del passaggio del popolo di Israele dalla schiavitù della terra d’Egitto alla libertà nella Terra promessa, ci sono descritti i quarant’anni di cammino nel deserto come una sorta di percorso di iniziazione e di formazione, che ha il suo centro nell’alleanza stipulata nel Sinai mediante il dono della Legge da parte di Dio, sul cui fondamento da quel momento in poi si dovrebbe reggere la relazione di Dio con il suo popolo. Per questo la narrazione dell’Esodo si è prestata fin dagli inizi a una trasposizione di quei fatti in una aura atemporale, dando a quella esperienza il carattere di evento fondativo dell’identità del popolo di Israele, e di riflesso per tutta la tradizione giudeocristiana, di cui noi stessi siamo frutto (cf. Rm 11, 16-18). Ma anche, proprio perché narrazione di un viaggio, ben si presta a rappresentare la immagine per eccellenza di ogni percorso volto a ritrovare il senso della propria identità di credenti. In particolare in ambito cristiano è divenuta la figura più espressiva dell’itinerario di catecumenato, la iniziazione alla celebrazione del Battesimo che trovava originariamente il suo momento più proprio nella santa notte di Pasqua, e di conseguenza vale per ogni percorso spirituale volto a ritrovare il senso del proprio battesimo.

Tutta la liturgia quaresimale ha le sue origini proprio in quell’itinerario catecumenale e non a caso nel corso della Veglia pasquale tutti saremo invitati a rinnovare le promesse battesimali. In questo viaggio vanno considerate due dimensioni per così dire complementari: l’esodo come uscita da una terra e da una condizione, e nello stesso tempo come passaggio, come protendersi verso una nuova terra e una nuova condizione. Da questo punto di vista è come un procedere collocandosi come su una frontiera mobile che implica sempre in sé la percezione di un prima e un dopo, in un processo di approfondimento e rielaborazione di senso continuo, verso qualcosa che vada oltre l’oggi e il qui ed ora, ma nello stesso tempo non può perdere il contatto con la situazione di partenza, che è il germe di tutto ciò che segue. Anche da questo punto di vista è significativo che la prima notte dell’Esodo, proprio all’inizio del viaggio, abbia il suo punto di forza nel primo rito della Pasqua celebrato dal popolo sul piede di partenza: di esso si prescrive il “memoriale”, una memoria cioè da perpetuare, perché intesa nella sua valenza forte di ricordo da attualizzare, necessario da allora in poi nel tempo a venire. Necessario perché deve tener viva la memoria della situazione di schiavitù, dal potere o dal peccato, da cui si persegue una liberazione.

Potremmo leggere questa frontiera come una delle forme del limite da cogliere come tempo di grazia, potenzialmente occasione di una nuova consapevolezza che genera un movimento di conversione e di apertura a territori ignoti, ma portatori di semi di speranza, tanto necessari per poter testimoniare, anche in questo tempo così difficile da decifrare, la verità della parola di Gesù ai suoi discepoli: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 14). In questa prospettiva, nel corso della Quaresima di quest’anno, nei consueti incontri domenicali di lectio divina rifletteremo su alcuni testi che rendono ragione del ruolo che la figura dell’Esodo ha assunto nel corso della storia della salvezza, per meglio comprenderneil valore che possiamo definire “mistagogico”, cioè volto a rendere capaci coloro che ne fanno memoria viva di partecipare alla grazia del mistero pasquale di morte e risurrezione in Cristo Gesù.


Il programma. Alle 16 la lectio, alle 16.40 il silenzio e alle 17 il Vespro

Domenica 22 febbraio 2026
La preghiera di Mosè - Esodo capp.32-33

Domenica 1 marzo 2026
Il ritorno dall’esilio come nuovo esodo - Is. 40, 1-11

Domenica 8 marzo 2026
Il “piccolo credo storico” dell’ebreo - Deut. 6, 5-9 e Gios. 24, 1-14

Domenica 15 marzo 2026
Nell’angoscia gridarono al Signore ed egli li liberò dalle loro angustie - sal 107 (106)

Domenica 22 marzo 2026
Il senso del sabato: un significato per l’uomo moderno

Domenica 29 marzo 2026
Il dono della Torah (Esodo e Deuteronomio)

12 feb 2026 11:11