Gli altri numeri dell'immigrazione
Presentato il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria del 2025 predisposto dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con la Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola impresa
Ci sono numeri in tema di immigrazione che raramente vengono citati e spesso sono oscurati. Uno di questi riguarda le imprese immigrate in Italia. Dal 2010 al 2025 c’è stato un aumento del 50% di aziende a conduzione immigrata. A documentarlo è il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria del 2025 predisposto dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con la Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola impresa. Tra il 2011 e il 2024, mentre le imprese autoctone diminuivano del 7,9%, quelle gestite da immigrati sono aumentate del 46.9% con capacità di generare posti di lavoro al punto di avvicinarsi alla media europea del 28.6%.
I dati numerici, oltre che a quantificare le attività imprenditoriali, contribuiscono a coglierne la qualità rimuovendo stereotipi che vorrebbero equiparare a inaffidabile e inconsistente tutto ciò che è di origine immigrata.
Il primo stereotipo che il rapporto Idos e Cna rimuove è quello della poca solidità dell’imprenditoria immigrata, affermando che essa “ è sempre meno effimera, sempre più strutturata e sempre meno legata ai settori tradizionali e alle cosiddette specializzazioni etniche”.
Un secondo stereotipo riguarda la durata nel tempo: se è vero che il turn over è ancora alto, oggi più di un terzo delle imprese immigrate ha oltre 10 anni di vita.
Il terzo stereotipo si riferisce alla estraneità di queste imprese dai processi produttivi nazionali: il Rapporto documenta che sta crescendo e che il 18% delle 136 mila imprese manifatturiere italiane ha acquistato beni e servizi da imprese immigrate.
Il quarto stereotipo è quello del concentrarsi delle iniziative imprenditoriali immigrate in determinati ambiti (servizi alla persona, ristorazione, edilizia, commercio), mentre invece si stanno facendo strada imprese in servizi specialistici come gli immobiliari, finanziari e assicurativi e anche in comparti tecnici e scientifici.
Il Rapporto documenta che le imprese immigrate “contribuiscono a rendere più innovativo e internazionale l’intero sistema di impresa italiano, sostengono l’occupazione e la mobilità delle persone di origine straniera”.
Il quadro offre un’informazione che motiva un approccio diverso rispetto a quello propagandistico al tema immigratorio, un quadro diverso da quello dipinto dalla paura dell’altro che peraltro continua a fomentare una propaganda politica che enfatizza il dato negativo e nasconde quello positivo.
Una propaganda che, posta di fronte a fatti che non appartengono alla cronaca nera, cerca di salvarsi formulando, peraltro a proprio uso e consumo, un elenco di buoni e cattivi con la presunzione di esprimere un parere credibile sulla presenza degli immigrati in Italia. I numeri del rapporto 2025 Idos e Cna confermano la presunzione.
Foto @Cna