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03 giu 00:00

Giovanardi a Laura Castelletti: "Né razzisti né omofobi, ma..."

Il senatore Carlo Giovanardi interviene nella polemica scaturita da un tweet del vicesindaco di Brescia rivolto a don Giorgio Rosina

Il vice sindaco di Brescia Laura Castelletti si è rivolta a don Giorgio Rosina, che aveva definito sbagliata la legge sulle unioni civili, con un tweet in cui ha scritto: chi sosteneva che il voto alle donne era “sbagliato” è un misogino antidemocratico; chi sosteneva “sbagliato” considerare bianchi e neri uguali è un razzista; chi dichiara che le unioni civili riconosciute dalle legge sono “sbagliate” è un omofobo.

Evidentemente il vice sindaco di Brescia non conosce bene la Storia.
Misogini e antidemocratici, per quanto riguarda il voto alle donne in Italia, furono il Partito d’Azione e soprattutto il Partito Liberale, che sollevò in Consiglio dei Ministri obiezioni anche formali mentre il PCI era formalmente a favore ma con forti resistenze interne e con lo stesso Palmiro Togliatti che scrisse: “La concessione del voto alle donne è giunta prima che la massa femminile italiana nella sua estensione fosse effettivamente mobilitata intorno a questa rivendicazione. Esiste ancora in Italia un notevole disinteresse femminile all’esercizio della democrazia, esiste soprattutto una profonda ignoranza”.

Limpidamente e convintamente a favore del voto alle donne furono invece fin dagli anni ‘20 don Luigi Sturzo e, dopo la caduta del fascismo, Pio XII° e Alcide De Gasperi. Nella guerra di secessione americana i cattolici si schierarono per l’abolizione totale della schiavitù trovandosi d’accordo su questo tema con Abramo Lincoln e non con il Presidente degli Stati sudisti Jefferson Davis che faceva un discorso oggi di gran moda: noi gli schiavi neri li vogliamo tenere, come le nostre leggi consentono, ma non obblighiamo gli Stati del Nord a fare altrettanto, quindi rispettiamo la libertà di tutti.
Per fortuna vinse Lincoln perché se nel Sud la schiavitù era legale, comunque era immorale e sbagliata, come immorali e sbagliate sono state le leggi in vigore nella Germania nazista e nell’Unione Sovietica comunista.

In continuità con questa cultura cattolica le Sentinelle in Piedi nelle piazze e i senatori come me in Parlamento si sono battuti e continueranno a battersi innanzitutto per difendere la libertà di parola e pensiero che il ddl Scalfarotto vuole calpestare, punendo penalmente chi non la pensa come le Associazioni Lgbt, il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre e contrastare la pratica aberrante dell’utero in affitto a cui la legge Cirinnà spalanca le porte, che mercifica il corpo della donna riducendolo ad un bancomat dove i ricchi si comprano i figli dei poveri o di chi è in situazioni economicamente deboli.

Con buona pace della signora Castelletti non siamo mai stati né misogeni né razzisti né omofobi ma sempre e comunque dalla parte della dignità di donne e uomini, etero od omosessuali che siano, ma sempre e comunque indisponibili a bruciare granelli di incenso all’imperatore di turno, soprattutto se, come in questo caso, con l’apposizione della questione di fiducia sia al Senato che alla Camera, i Parlamentari non hanno potuto discutere ed approvare neppure un emendamento alla legge sulle unioni civili che introduce in Italia una vera e propria rivoluzione antropologica.
03 giu 00:00