Lombardia: lavoro, legge su salute e sicurezza
La formazione come leva fondamentale per prevenire infortuni e malattie professionali e come strumento per rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. È questo il principio alla base del Progetto di legge regionale n. 132, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia, che introduce un sistema innovativo per garantire qualità, trasparenza e controlli più efficaci nella formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il provvedimento è stato illustrato a Palazzo Pirelli dagli assessori regionali all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi e al Welfare, Guido Bertolaso. Cuore della legge è l’istituzione di una piattaforma informatica regionale nella quale dovranno registrarsi tutti i soggetti che erogano corsi di formazione in materia di sicurezza, siano essi enti accreditati o non accreditati. Attraverso il caricamento dei dati relativi ai corsi e agli attestati, che assumeranno valore pubblico, sarà possibile tracciare l’intero percorso formativo, contrastando il fenomeno degli attestati “facili” e rafforzando le attività di controllo da parte degli organi competenti. “È una risposta concreta – ha spiegato l’assessore Tironi – a situazioni di diffusa inosservanza che, negli anni, hanno penalizzato soprattutto i lavoratori svuotando di significato la formazione e indebolendo l’intero sistema di prevenzione. Vogliamo tracciare tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, garantendo trasparenza ai discenti, correttezza tra gli operatori e una maggiore capacità di verifica sulla qualità dell’offerta formativa”.
Il progetto di legge non introduce nuovi obblighi, ma rende più efficaci e verificabili quelli già previsti dalla normativa nazionale. La piattaforma, pur anticipando la legislazione nazionale, sarà interoperabile con i futuri sistemi previsti a livello statale e prevede sanzioni amministrative proporzionate al ruolo e alle responsabilità dei soggetti obbligati in caso di inadempienza. “La sicurezza sul lavoro – ha affermato l'assessore Bertolaso - rappresenta non solo un obbligo normativo, ma una questione di civiltà. In Lombardia stiamo costruendo un modello di prevenzione efficace e condiviso, fondato sull’integrazione tra vigilanza e assistenza”. I dati confermano la bontà del percorso intrapreso: tra il 2023 e il 2025 le ispezioni nei luoghi di lavoro sono aumentate in modo significativo, grazie a una maggiore presenza delle Ats sul territorio. Un impegno che ha contribuito a mantenere in Lombardia tassi di infortuni stabilmente inferiori alla media nazionale. “Non è un punto di arrivo ma uno stimolo a fare di più: abbiamo fissato l’obiettivo di incrementare ulteriormente i controlli del 20%, potenziando il personale e garantendo ispezioni anche in orari notturni e festivi”.
Accanto alla vigilanza, resta centrale il tema della qualità della formazione. “La Lombardia – hanno concluso Tironi e Bertolaso – è la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di una piattaforma informatica che traccia ogni singolo corso. Vogliamo che ogni ora trascorsa in aula dai lavoratori sia tempo di valore, certificato e trasparente e che la prevenzione diventi una cultura diffusa in ogni cantiere, ufficio e fabbrica”. Una scelta di responsabilità verso i lavoratori, le imprese e l’intero sistema produttivo.