Beppe Magliolo: Vi racconto il mio Santiago
“La cosa più importante è scegliere le scarpe e le calze giuste. Altrettanto fondamentale è portarsi a spalle uno zaino pesante al massimo 1/10 del tuo peso. Nel tuo zaino c’è tutto ciò che ti serve, lo zaino è una metafora del cammino”. Beppe Magliolo, papà del noto cantautore bresciano Jury Magliolo, ha gli occhi che brillano mentre racconta l’esperienza da lui fatta attraverso il cammino di Santiago di Compostela. “Io sono nato a Lumezzane ma i miei fratelli sono di Terrasini in Sicilia, mia madre di cognome era Sanchez, per cui le origini aragonesi ad un certo punto si sono fatte sentire e mi hanno spinto a intraprendere il cammino”.
Beppe, quanto pesa la questione religiosa nella decisione di fare il cammino di Santiago?
Il cammino vale per tutti, per chi crede e per chi non crede, anzi, la maggior parte delle persone che lo fa non è credente in maniera confessionale. Lungo la strada verso Santiago ti capita di incontrare un popolo eterogeneo. Vengono da ogni parte del mondo, dall’Europa come dall’Australia. Ho visto persone anziane, persone sovrappeso, ognuno ha il suo viaggio da fare.
Quanti cammini hai fatto?
Per ora tre. Nel 2022 ho fatto il cammino aragonese incrociando a Puente la Reina quello francese. Nel 2023 l’ho saltato, nel 2024 ho fatto il cammino del nord, che viaggia parallelo al mare ed è molto bello da un punto di vista paesaggistico. Nel 2025 invece sono partito dal Portogallo ed ho fatto il cammino portoghese (La senda litoral), che inizia da Porto. I primi due superano gli 800 Km, sono circa 30 chilometri al giorno per un mese. Il terzo è invece più corto, circa 250 chilometri.
Quale è per te il significato più profondo del cammino?
I significati sono diversi. Il cammino paradossalmente se da un lato ti riporta all’essenziale, ti spinge ad abbandonare i legami con la materia, con le cose, con le abitudini, d’altro canto ti dà dipendenza: non appena finisci il cammino hai subito il desiderio di ripartire con quello successivo. Di certo il cammino ti investe con qualcosa di sovrannaturale che coinvolge tutti. Colpisce me in quanto cattolico ma colpisce anche l’ateo, ti arriva addosso un’energia che è qualcosa di magnetico.
Il momento più emozionante?
Quando arrivi nella Cattedrale di Santiago di Compostela, con la cerimonia di assegnazione delle credenziali (la Compostela) che certificano che tu hai compiuto il cammino e nel quale vengono riportati i chilometri percorsi (ne servono almeno 100). Molto suggestivo è anche vedere il Botafumeido (il Turibolo gigante) che viene fatto oscillare nella Cattedrale. Consiglio a tutti di fare almeno una volta il cammino, ti aiuta a conoscere meglio te stesso e le persone che ti stanno a fianco e ti trasmette qualcosa di misteriosamente unico. Le mie sensazioni le ho riversate nella canzone "Santiago (il mio cammino)" che hanno scritto Jury e Kevin, i miei figli musicisti. A breve la potrete trovare su tutte le piattaforme digitali.
@Foto Sir