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Roma
di GIOVANNI M. CAPETTA 07 apr 2026 10:59

Condividere il bene

“Cristo è veramente risorto”: è scambiandosi quella che è la buona notizia per eccellenza che, come cristiani, possiamo vivere la Pasqua appena celebrata e tutto il tempo pasquale. Una stagione nuova che coincide con la Primavera e che, alla luce della Resurrezione di Cristo, imprime nella natura e nello spirito una nuova vitalità. Il gioioso annuncio di Cristo risorto riaccende la speranza, ridona voglia di vita, anche in questo mondo devastato. Non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura se le notizie di guerra, devastazione e violenza sembrano sgomitare per mantenere il posto in prima pagina, il fatto che il sepolcro di Gesù sia vuoto alimenta in noi una gioia che abbiamo la responsabilità di diffondere. Quanto forte potrebbe essere l’Alleluja se ogni famiglia lo cantasse a dispetto del rumore delle bombe e delle armi? Abbiamo ancora motivo di alimentare la speranza e accendere uno sguardo che sappia vedere i segni della vita. Come i primi fiori in montagna che bucano l’ultima coltre di neve per venire alla luce. Come un bambino appena nato, in seno alla sua mamma. Come un marito che abbraccia la sua sposa, o un anziano nonno che tende la mano ad un nipote. Come famiglie siamo invitati a non tenere per noi, ma a diffondere ogni gesto e segno di vita di cui siamo testimoni. Da quando l’annuncio di Pasqua entra nelle nostre case, la fede nella resurrezione dovrebbe spingerci a condividere la buona notizia. Come pittori possiamo dipingere tratti di luce anche negli angoli più bui della Terra.

Facciamo nostre le parole della indimenticabile canzone Margherita di Riccardo Cocciante: “E poi coi secchi di vernice coloriamo tutti i muri/Case, vicoli e palazzi, perché lei ama i colori/Raccogliamo tutti i fiori, che può darci primavera”. Sì, anche i fiori che sbocciano nei prati a Primavera possono essere un segno di speranza e di ottimismo. Quando un figlio porta a casa, magari per la mamma, un mazzo di fiori è sempre un gesto gradito e che non lascia indifferenti tutti i presenti. Posti al centro della tavola i fiori emanano profumo e rallegrano con i loro colori vivaci. La famiglia che si raduna per il pranzo e per la cena è invitata da quel segno ad aprirsi proprio come fanno i fiori. Cresce l’intimità, si smussano gli spigoli di personalità tutte diverse fra loro, si alimenta un affetto che non è da dare sempre per scontato (per esempio fra fratelli che non si sono scelti come gli amici). L’evento della Resurrezione sprigiona una brezza che dovunque arriva ridesta e induce a nuovi propositi. Lasciamo entrare questa brezza fresca aprendo le finestre e riceveremo ispirazioni nuove e volte al bene. Ci scopriremo capaci di gesti di gentilezza prima impediti dal prevalere dell’orgoglio o dell’egoismo; capaci di sguardi di maggiore comprensione reciproca; capaci di quel dialogo profondo per il quale spesso sembrano non esserci il tempo e le condizioni. Quello pasquale è un tempo fecondo da non lasciar scorrere invano; è un tempo in cui le famiglie possono cogliere l’occasione per dirsi con sincerità quanto si vogliono bene e questo bene va poi condiviso e spezzato là dove più manca, dove le tenebre del male sembrano avere il sopravvento. Echeggiando la Parola, un altro canto ripete: “Se Gesù tu sei con me/Chi sarà contro di me/Se tu Gesù sarai con me/Io vincerò comunque”. È questa certezza che ci può offrire il coraggio necessario per portare luce e vita anche nelle situazioni che sembrano più oscure. Sì, Cristo è veramente risorto.

GIOVANNI M. CAPETTA 07 apr 2026 10:59